“Borghi dei racconti”: la tradizione della memoria orale tra Alto Sele e Tanagro Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Alto Sele/Tanagro. Un innovativo strumento di valorizzazione della memoria orale delle comunità è in arrivo in cinque paesi dell’area dell’Alto Sele e del Tanagro, in provincia di Salerno. Si chiama “I Borghi dei Racconti” il percorso narrante, arricchito da contenuti fruibili attraverso l’utilizzo di un’applicazione di Realtà Aumentata, che verrà installato nei prossimi giorni nei Comuni di Colliano, Contursi Terme, Oliveto Citra, Ricigliano e San Gregorio Magno.

Cuore de “I Borghi dei Racconti” – iniziativa promossa dalle sei amministrazioni comunali toccate dall’itinerario – sono le storie delle persone che abitano nei paesi ricompresi nell’itinerario. Il tutto narrato in prima persona, dalla viva voce dei protagonisti, e restituito alle comunità locali e ai visitatori attraverso trenta pannelli – sei per ciascun Comune – in grado di rilasciare le videostorie in formato digitale grazie all’utilizzo di una App e all’ausilio di cellulari e tablet. I racconti, che vengono in questo modo a fondersi con strade e piazze attraversate dall’itinerario, raccontano di emigrazione, di guerra, di rinascita negli anni del post-Terremoto 1980. Ma narrano anche di antiche tradizioni, di riti millenari, di usanze che hanno segnato per secoli i ritmi di vita delle Comunità. Insomma, un modo efficace e diretto per recuperare il patrimonio orale delle Comunità, rendendolo vivo, fruibile, trasmissibile.

Questa azione di valorizzazione delle identità culturali immateriali del territorio è finanziata con fondi del G.A.L. “I Sentieri del Buon Vivere” (Misura 19 – Tipologia 7.5.1) e nasce come implementazione di un progetto già realizzato in passato dal Comune di Oliveto Citra. Iniziativa che, tra l’altro, ha portato alla definizione di un marchio in grado di definire e tutelare quel particolare incrocio fra modalità di ricerca, racconto orale, tecniche di storytelling e Realtà Aumentata che caratterizza oggi anche “I Borghi dei Racconti”.

La fase creativa – che ha visto la prestigiosa collaborazione di Scuola Holden di Torino – è stata affidata alla supervisione di Mauro Berruto ed Elena Miglietti, entrambi docenti di Scuola Holden, con la collaborazione di Raffaella Persichella. La regia e la produzione dei contenuti audiovisivi è firmata da Chiara Marotta e Loris Nese di Lapazio Film, giovani filmaker salernitani che con i loro lavori hanno già partecipato al Sundance Film Festival e alla sezione “Orizzonti” della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Responsabile del progetto è Ulderico Iannece, dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Oliveto Citra, ente capofila dell’iniziativa. La progettazione e il coordinamento sono di Noema, agenzia con sede a Salerno che opera nell’ambito della comunicazione per i territori e le comunità locali.

«In rappresentanza della Scuola Holden di Torino – dichiarano Elena Miglietti, Raffaella Persichella e Mauro Berruto – siamo felici di aver collaborato a questo progetto che è un’ulteriore evoluzione del progetto originale che alcuni anni fa ci fece conoscere la comunità di Oliveto Citra. Ora questa comunità si allarga alla Valle del Sele e ci mette di fronte alla bellezza del raccontare storie di persone, di mestieri, di tradizioni, di paesaggi che ormai fanno sentire a casa anche a noi. L’intensità delle storie e la generosità delle persone che si sono prestate al racconto resta il patrimonio più bello che questa terra lascia a noi e, ne siamo certi, a tutti coloro che si avvicineranno a questi splendidi “Borghi dei racconti».

«Quando ci è stato presentato il progetto – afferma Chiara Marotta – abbiamo capito subito che si trattava di qualcosa pienamente nelle corde di Lapazio Film. Mentre ci prepariamo a raccontare una storia, che sia di fiction o documentaria, lo facciamo con l’approccio dell’esploratore, provando a scavare nelle pieghe della materia reale che ne è alla base, lavorando in stretta sinergia con le comunità territoriali. Durante la lavorazione de “I Borghi dei racconti”, abbiamo avuto l’occasione di incontrare persone e realtà eccezionali, visitare luoghi a noi vicini eppure, nelle loro peculiarità più profonde e antiche, ancora da indagare, arrivando a scoprire qualcosa su noi stessi, sulle nostre origini. È stato un viaggio bellissimo».

L’itinerario “I Borghi dei Racconti”, già illustrato alla stampa, verrà presentato alle comunità locali alle ore 18.30 di sabato 9 luglio a Oliveto Citra, presso il Bibliocafè di piazza Garibaldi. Oltre ai sindaci dei cinque Comuni promotori dell’iniziativa, interverranno: Mauro Berruto ed Elena Miglietti, docenti Scuola Holden; Chiara Marotta e Loris Nese, Lapazio Film. Saranno inoltre presenti: il consigliere regionale Andrea Volpe; il consigliere regionale e commissario straordinario del Parco Nazionale Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Tommaso Pellegrino; il vicepresidente della Provincia di Salerno, Giovanni Guzzo.

Nei prossimi giorni, la fase attuativa del progetto si completerà con l’installazione delle trenta postazioni in grado di rilasciare i contenuti in Realtà Aumentata.

LE 30 VIDEONARRAZIONI

DELL’ITINERARIO ‘I BORGHI DEI RACCONTI’

COLLIANO

 

Storia di un giocattolo

Il tempo ha trasformato la perseveranza di un bambino nel ricordo affettuoso di un dono meritato

con le parole di CARLO FUMO

 

Emigranti

A settemila chilometri, oltre l’oceano, i figli di Colliano pensano con affetto alla piazza e ai vicoli del paese natìo

con le parole di ANTONIO, GIUSEPPINA, MICHELE e VITALIANO CAVALLO

 

La Madonna del Soccorso

Un piccolo luogo sacro sfidato dal terremoto, un gesto di devozione chiamato a ripetersi

nel tempo

con le parole di ARNALDO GUGLIUCCIELLO e BIAGIO ROCCO

 

Il monaciello

A volte il confine tra la storia e la leggenda riposa nel folklore

con le parole di ALESSANDRO e DAVIDE SCAGLIONE

 

Andar per tartufi

Tra querce, cerri e carpini bianchi è nascosto un tesoro che si disvela a un cercatore solitario

con le parole di ANTONIO GUGLIUCCIELLO

 

Zampogne e zampognari

Un’arte paziente, un sapere antico che si tramanda di padre in figlio; una passione personale che si trasforma in tradizione collettiva

con le parole di CARMINE CARBONE e CARMINE DI LIONE

 

 

CONTURSI TERME

Il racconto della levatrice

Seguendo con perseveranza il suo sogno di bambina ha fatto nascere più di ottocento compaesani; e di tutti ricorda il primo vagito

con le parole di GERARDA NOBILE

Un gioco della tradizione

Tornare bambini è semplice se si sa come fare. Ai Contursani basta poco: delle pietre, una piazzetta e gli amici di sempre

con le parole di ANTONIO BENEVENGA, ANTONIO D’ELIA, ANTONIO LENZA, GIACOMO SPINGI

 

La devozione al Bambino Gesù

Fede e fiducia di un paese devoto, una storia tra le tante di grano e ulivi, di nonni salvati e nipoti credenti

con le parole di PAOLO RICCA

Le cento sorgenti

L’acqua che è vita, l’acqua che porta con sé il tempo, che gorgoglia nelle leggende, che scrive la storia, che fonda città

con le parole di SISA VIOLA FORLENZA

 

Il miracolo di don Mariano Arciero

Una storia che attraversa i secoli, che unisce le generazioni all’insegna della fede e della grazia

con le parole di SALVATORE CERNERA, ROSARIA DI NOBILE, FENISIA VIOLA

 

I soprannomi

Se in paese ci sono tanti nomi e cognomi uguali, come ci si destreggia per non confondersi? Semplice: usiamo i soprannomi

con le parole di MARIAGRAZIA CERNERA, MARIA COGLIANESE, ANTONIO D’ELIA, ANTONIO FORLENZA, DONATO FORLENZA, GIUSEPPE FORLENZA, RAFFAELE FORLENZA, SALVATORE FORLENZA, VITO MARGARELLA, ANTONIO TAGLIANETTI, ANTONIO VITAGLIANO

OLIVETO CITRA

I Cantieri di Comunità

Per migliorare la vita del paese tutti hanno fatto la propria parte e le mulattiere si sono trasformate in vere e proprie strade

con le parole di MICHELINA SENESE e RAFFAELE VECE

L’armistizio di Nonno Onofrio

L’affetto dei nipoti tiene vivi i racconti dei nonni, delle loro vite intrecciate con la Storia

la storia di ONOFRIO SENESE con le parole di SERENA SENESE

Le scuole rurali

La scuola rurale non aspettava i bambini ma li andava a cercare, superava la didattica e si faceva luogo di incontro e di cura

con le parole di ONORINA CAPUTO

La Terra dell’Oliveto

L’intuizione di un padre, un semplice rametto, il tempo e la cura trasformano un pezzetto di legno in un uliveto

con le parole di DONATO NAPONIELLO

 

La trebbiatura

C’è stato un tempo in cui, per separare la paglia dal grano, anche il vento faceva la sua parte

con le parole di FELICE RUSSO

La Varchera

Se il torrente potesse parlare racconterebbe di donne al lavoro, di aziende in fiore, di forza motrice, di carta e di tessuti

con le parole di ALFONSO CAVALIERI e DORINO PROSAPIO

RICIGLIANO

La Centa

Le tradizioni non conoscono distanze, e ogni anno la Centa riunisce tutti i riciglianesi, anche quelli che vivono negli Stati Uniti

con le parole di ANTONIO SABIA

Il matrimonio riciglianese

A ogni matrimonio, come fosse una grande famiglia, il paese intero si mobilitava con gioia e generosità, dai preparativi al giorno della festa

con le parole di MARIA GERARDA SARACCO e PROSPERO PINTOZZI

Il ponte di Annibale

Quelle che un tempo furono solo pietre, oggi restano uno spettacolo maestoso, un ponte leggendario

in video CHIARA SARACCO

Dopo il sisma

Il paese perduto nel Terremoto lascia nella memoria di ciascuno una mappa emotiva, un luogo in cui i ricordi e i desideri vivono insieme

una lettera scritta nel 1981 da FRANCESCO MALPEDE

Il toro di zio Giuseppone

I patti con San Vito sono chiari: se durante la Turniata un animale entra in chiesa, diventa di sua proprietà

con le parole di VITANTONIO IACULLO

 

La Turniata di Ricigliano

La vita del pastore non è semplice, ma c’è chi lascia il lavoro in fabbrica per dedicarsi agli animali. La Turniata è la sua festa

con le parole di CARMINE TETI e DON CRISTOFORO MITRIA

SAN GREGORIO MAGNO

 

La serenata

Un dialogo tra innamorati e la musica di un organetto si trasformano, la notte prima di ogni matrimonio, in una serenata

con le parole di MARIA MORRIELLO e GREGORIO MENZA

 

 

 

Il gioco del mazzuoccolo

Di tanto in tanto, le strade del paese si trasformano in un grande campo di gioco; servono gessetti, qualche amico e un mazzuoccolo

con le parole di GREGORIO IUZZOLINO e NICOLA IUZZOLINO

 

Le ‘Grotte’ di via Bacco

Oggi le case sono più grandi e non si vive più nelle cantine, ma il profumo di mosto e di

vino resta lo stesso di sempre

con le parole di VITO PIETROPAOLO

 

Il gruppo folk

Raccogliere le memorie della tradizione; fissare suoni, parole e gesti per continuare a ripeterli; mantenere viva la storia di un popolo

con le parole di ANNAMARIA IUZZOLINO

 

La Turniata di San Gregorio Magno

C’è chi, per dedicarsi agli animali, lascia anche il lavoro in fabbrica. Quella dei pastori, però, non è una vita semplice. La Turniata è la loro festa

con le parole di PIETRO TORTORIELLO

 

Gli zampognari

Non importa quanto sia frenetica la vita, il suono di ciaramelle e zampogne è irresistibile: chiunque lo senta si ferma e si mette in ascolto

 

con le parole di GIUSEPPE PERNA

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