Salerno, in Prefettura firmato patto per prevenire il disagio giovanile Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Alleanza tra istituzioni per creare un programma di azioni coordinate sull’universo giovanile. Sarà attivato un osservatorio

Salerno. Ieri, presso il Salone Azzurro del Palazzo del Governo, è stato sottoscritto il Patto per prevenire e contrastare il disagio giovanile.

Questo accordo è frutto di un’alleanza tra istituzioni quali: il Prefetto di Salerno, Francesco Esposito, il sindaco del Comune di Salerno, Vincenzo Napoli, il rettore dell’Università degli studi di Salerno, Vincenzo Loia, il direttore generale dell’Asl di Salerno, Gennaro Sosto, il dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, Mimì Minella e i rappresentanti della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni, dei vertici provinciali delle Forze dell’Ordine e i rappresentanti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica Campania, Basilicata e Molise, dell’Anci Campania, di confcommercio e confesercenti.

L’accordo, frutto di un percorso condiviso e portato avanti, nei mesi scorsi, con gli enti del territorio, nasce dalla consapevolezza che, se da un lato non è utile generalizzare utilizzando stereotipi negativi per etichettare i giovani che spesso sono, invece, capaci di promuovere e portare avanti in autonomia iniziative di straordinario valore sociale, dall’altro non è possibile intervenire solo in chiave repressiva sulle devianze, ma occorre puntare sulla prevenzione del fenomeno del disagio, senza trascurare le iniziative che vengono affidate alle Forze di Polizia con le azioni di prevenzione e contrasto dei comportamenti illegali.

Nel corso del confronto che ha preceduto la presentazione e la stipula del patto si è avuto modo di condividere che il disagio giovanile rappresenta una condizione di malessere che si sviluppa in età evolutiva e può essere il risultato di molteplici concause legate a fattori sociali, culturali, familiari, ambientali, economici e personali, tra le quali assumono una particolare rilevanza, oltre alle classiche dipendenze da alcool e stupefacenti, anche le dipendenze comportamentali, come ludopatia e dipendenza da internet.

La consapevolezza che si tratta di un fenomeno complesso impone un approccio multidisciplinare che richiede una strategia d’interventi coordinata con l’interessamento degli enti a vario titolo coinvolti secondo programmi e linee di azione integrati.

Il patto sottoscritto  si inserisce in un quadro di iniziative, già in atto e promosse da diversi enti del territorio, dirette a favorire non solo la prevenzione e il superamento dei diversi fattori che determinano il disagio, ma anche a valorizzare la partecipazione dei giovani nell’ambito di progetti socio-culturali, di volontariato e di solidarietà, con l’obiettivo di diffondere esperienze e iniziative positive su tutto il territorio provinciale e di promuovere momenti di aggregazione e di confronto favorendo la partecipazione attiva alla società delle fasce più giovani della popolazione.

I progetti 

I progetti che saranno condivisi dovranno servire ad affrontare forme di isolamento, emarginazione, disadattamento e devianza minorile, che possono anche sfociare in comportamenti illegali e aggressivi, promuovendo nel contempo azioni idonee a diffondere tra i giovani una cultura della responsabilità, della partecipazione, della solidarietà e del divertimento legale; modelli questi ultimi da contrapporre a ogni forma di violenza e illegalità.

In particolare, nei luoghi di intrattenimento, soprattutto serale e notturno, oltre alla costante attività di vigilanza e controllo delle Forze di Polizia, sarà assicurato anche l’impegno delle associazioni di categoria che sensibilizzeranno i loro associati all’osservanza del divieto di somministrazione delle bevande alcoliche e promuoveranno, con il contributo della Camera di commercio, campagne informative per orientare i giovani a comportamenti sani e responsabili.

Sarà attivato un osservatorio per alimentare e migliorare il circuito informativo

Condividendo e confrontando dati ed esperienze utili affinché le diverse istituzioni, ciascuna secondo le proprie specificità, possano esaminare le vulnerabilità, i comportamenti antisociali e le devianze delle fasce più giovani della popolazione. Saranno istituiti tavoli tematici per promuovere una serie di azioni in grado di intervenire sulle cause del disagio giovanile e di prevenirne gli effetti negativi.

I sottoscrittori del Patto si sono impegnati a portare avanti una serie di progetti con il contributo coordinato di più istituzioni.

Il Prefetto Esposito, a margine dell’incontro, ha dichiarato che: “Oggi si stringe un’alleanza tra Istituzioni che consentirà di creare un programma di azioni integrato per trattare in modo coordinato il delicato e attuale tema del disagio giovanile. Con questo patto si costituisce una rete istituzionale che dovrà avere come valore aggiunto la capacità di mettere insieme analisi, esperienze e risorse per dare risposte articolate e armoniche a un fenomeno complesso, per assistere e sostenere il compito delle agenzie educative, per prestare ascolto ai giovani e valorizzare iniziative che rendono protagonista l’universo giovanile”.

Continua Esposito: “In ogni epoca ci si è confrontati con il tema del rapporto con i giovani. Tuttavia, bisogna riconoscere che la società in cui oggi i ragazzi sviluppano i propri processi di crescita e costruiscono il proprio futuro è una società complessa che richiede l’utilizzo di strumenti più raffinati che in passato. Noi adulti dobbiamo dedicare, a tutti i livelli, più attenzione, tempo e ascolto ai nostri giovani per comprendere la realtà, in rapida evoluzione, in cui vivono, i loro bisogni e le loro aspettative. Dobbiamo dare l’esempio in modo autorevole e credibile per favorire una vera e propria staffetta generazionale”.

Conclude Esposito: “La proposta condivisa che nasce oggi con la firma di questo patto non è quella di giudicare i giovani, quanto di incontrarli, sostenerli e confrontarsi con loro, evitando di accorgerci del loro disagio solo quando il malessere sfocia in manifestazioni di devianza e di violenza”.

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