Salerno, al Ruggi raro intervento su bimba di 10 anni Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Intervento all'addome, poi rimozione di una cisti coperta da un'ala del fegato che, a causa di una malformazione, dall'ipocondrio di destra si spingeva fino a quello di sinistra.

Salerno. Un raro intervento congiunto tra la Pediatria Chirurgica e la Radiologia dell’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, è stato effettuato ad una piccola paziente di dieci anni, che ora potrà vivere al meglio la sua vita. La bambina è giunta al pronto soccorso del Ruggi per un addome acuto, causato da appendice flemmonosa con versamento endoperitoneale, ma durante le indagini preliminari e pre operatorie, è stata evidenziata anche una massa splenica di 7 cm per 5 cm.

Dopo aver asportato l’appendice, e risolto il problema acuto addominale, i medici hanno praticato una risonanza magnetica con contrasto, per studiare i limiti e l’origine dell’enorme cisti e capire con quale modalità aggredirla. Ma il problema maggiore, era scaturito dal fatto che a causa di una malformazione, oltre al volume spropositato di quest’ultima, l’ala del fegato, dall’ipocondrio di destra, si spingeva fino a quello di sinistra, coprendo la cisti nella sua interezza. Per evitare di incorrere in una splenectomia, considerate le necessarie funzioni della milza, e la giovane età della paziente, i medici del reparto di Pediatra Chirurgica, diretti dal dottore Umberto Ferrentino, hanno deciso di affiancarsi a quelli di Radiologia, per praticare un intervento integrato. Dopo aver visualizzato la cisti con tecnica laparoscopica, è stata sollevata l’ala del fegato, e inserito un piccolo catetere per dare la possibilità al radiologo di imberciare la cisti. In seguito, per svuotare la suddetta cisti del suo contenuto, è stato iniettato alcool etilico al 96 percento e monitorato con attenzione, l’evoluzione della pratica, per evitare che il farmaco iniettato, non uscisse fuori e si espandesse altrove, ma restasse invece circoscritto laddove avrebbe dovuto agire.

L’intero intervento, durante il quale i medici hanno anche provveduto a scollare un’aderenza al colon, causata dalla precedente asportazione dell’appendicite, è durato due ore, e si è concluso con una seconda iniezione tramite catetere, di alcool etilico e antibiotico per aggredire e svuotare ulteriormente la cisti, che con entusiasmo generale, risultava già completamente sparita. La bambina sta bene, ha cominciato ad alimentarsi, e presto tornerà a casa. Il Primario del reparto di Chirurgia Pediatrica dell’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, dottore Umberto Ferrentino, elogia i colleghi che hanno collaborato al delicato intervento, segnalato pochissime altre volte dalla bibliografia medica. “Un ringraziamento particolare – aggiunge Ferrentino – va alla Direzione Generale e alla Direzione Sanitaria del Ruggi, che hanno sempre assecondato le nostre richieste, valorizzando il nostro reparto con il top degli strumenti microchirurgici e delle attrezzature mediche. Un encomio particolare, conclude il primario, va anche ai dottori Borrelli e Alicchio, ai radiologi Florindo Laurino e Raffaele Cantarella, agli anestesisti Vittorio Canterino e Alberto D’Amicantonio, al responsabile della laparoscopia, dottore Vincenzo Adinolfi, grazie ai quali, abbiamo portato a termine un’impresa straordinaria“.

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