Salerno. Pomodoro dalla Cina dissequestrato: continua protesta Coldiretti Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

40 motociclette hanno “accompagnato”, in segno di protesta, i fusti di concentrato di pomodoro destinati ad un'azienda di trasformazione

Salerno. Dissequestrato il concentrato di pomodoro proveniente dalla Cina: continua la protesta degli agricoltori Coldiretti. Quaranta motociclette hanno “accompagnato”, in segno di protesta, i fusti di concentrato di pomodoro destinati ad un’azienda di trasformazione conserve alimentari dell’agro sarnese nocerino.

” E’ stato dissequestrato il carico di pomodoro concentrato arrivato dalla Cina  ottenuto con lo sfruttamento del lavoro delle minoranze.  Prodotto – si legge in una nota della Coldiretti –  che finirà poi sulle tavole italiane”.  Presenti alla protesta  il presidente regionale Ettore Bellelli, il presidente della Coldiretti Benevento Gennarino Masiello, i direttori Salvatore Loffreda e Vincenzo Tropiano.

” Una protesta per ribadire lo “stop” al falso cibo italiano e per rilanciare ancora una volta la richiesta della revisione del criterio dell’ultima trasformazione – conclude Coldiretti –  del Codice doganale sull’origine dei cibi, quello che oggi permette il furto d’identità dei nostri prodotti made in Italy”.

Gennarino Masiello vicepresidente nazionale di Coldiretti dichiara: “Subiamo un furto di valore e un furto di identità visto che il pomodoro viene importato dalla Cina e fra l’altro non ha le stesse caratteristiche e gli stessi standard di sicurezza italiani oltre che delle corrette politiche di lavoro ed agricole. Siamo qui per denunciare queste cose, le nostre imprese non possono vivere questa concorrenza sleale. Noi vogliamo che queste imprese che trasformano il pomodoro cinese stipulino con noi dei contratti di filiera che prevedono prevedibilità e sostenibilità economica che vada al di sopra dei costi di produzione, altrimenti le nostre imprese muoiono”.

Una “filiera” inaccettabile per il presidente di Coldiretti Campania Ettore Bellelli: “I containers oggi arrivano a Sarno e il pomodoro concentrato cinese con una semplice lavorazione diventa italiano. Una cosa che non possiamo accettare, siamo qui perché cambino le regole sul codice doganale. In etichetta si deve prevedere l’origine della materia prima a salvaguardia del made in Italy”.
Per il direttore di Coldiretti Salerno si tratta di: “Un doppio danno: di valore e di immagine, Ma anche un inganno per quei consumatori stranieri che li vedono arrivare sulla loro tavola e li identificano come italiani. Del resto lo stesso capita al nostro pomodoro San Marzano che nasce in pochi ettari e che, a causa dei falsi, viene trovato praticamente in tutto il mondo”.
Una protesta che non si deve fermare a questa consegna, per ribadire lo “stop” al falso cibo italiano e per rilanciare ancora una volta la richiesta della revisione del criterio dell’ultima trasformazione del Codice doganale sull’origine dei cibi, quello che oggi consente il furto d’identità dei prodotti Made in Italy.
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