Capaccio. Morte imprenditore, garza “dimenticata”: c’è l’inchiesta Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Il direttore generale del "Ruggi", Vincenzo D’Amato,  si dice fiducioso:"La magistratura farà chiarezza sulla vicenda"

Salerno. Era stato operato lo scorso mese di dicembre  e, dopo qualche giorno,  è morto. Dopo mesi di distanza dall’intervento al cuore eseguito nella Torre cardiologia dell’ospedale Ruggi d’Aragona si scopre che era stata dimenticata una garza nel suo corpo. Vittima un imprenditore di Capaccio Paestum, Umbero Maddolo, 62enne. 

Nei guai sono finiti il direttore dell’UOC di cardiochirurgia  Enrico Coscioni ed alcuni suoi collaboratori. La garza è stata  rinvenuta grazie alla riesumazione della salma, effettuata nei giorni scorsi,  e all’esame autoptico. A far scoprire l’episodio sarebbe stata una denuncia ai Nas partita a giugno scorso in forma anonima direttamente dalla Torre cardiologica del nosocomio di via San Leonardo: da qui è scattata l’inchiesta che ha fatto emergere l’episodio che riguarda l’imprenditore 62enne.  Ora gli inquirenti dovranno stabilire se la garza è stata la causa del decesso. Intanto il direttore generale del Ruggi, Vincenzo D’Amato,  attraverso una nota stampa,  si dice fiducioso nell’attesa che la magistratura faccia chiarezza. “ In merito alla vicenda per la quale sono indagati il dottor  Enrico Coscioni, direttore della U. O. C di Cardiochirurgia, ed alcuni suoi collaboratori, nell’esprimere vicinanza alla famiglia del paziente defunto, la Direzione Generale, depone la più ampia fiducia nell’attività della Magistratura e degli organi di Polizia Giudiziaria – si legge nella nota – auspicando un rigoroso quanto celere accertamento dei fatti e continuando ad offrire la massima collaborazione. Il Direttore Generale del Ruggi, Vincenzo D’Amato, è certo che le indagini in corso riusciranno a fare chiarezza sulla causa del decesso e sull’intera vicenda. Crede altresì, che anche a tutela dei tantissimi assistiti che si rivolgono all’Azienda Ospedaliera Salernitana, per risolvere un proprio problema di salute spesso di elevata complessità, ricevendo risposte adeguate ed appropriate, nell’attuale fase, sia corretto oltre che opportuno, non anticipare i tempi della Magistratura, bensì attendere con fiducia gli esiti della verifica degli accadimenti, che hanno portato al decesso del sig. Umberto Maddolo”.

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