Salerno, al “Ruggi” lotta al tumore grazie a fluorescenza intra-operatoria Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Salerno. Sono circa 6.000 le persone che, ogni anno in Italia, vengono ricoverate con diagnosi di tumore cerebrale. Di queste, 200 risiedono nel territorio di competenza dell’Asl Salerno. Pazienti – soprattutto quelli che presentano carattere di maggiore malignità – che potrebbero trarre beneficio dall’utilizzo della fluorescenza intra-operatoria. 

Si tratta di una tecnica utilizzata, di recente, anche presso l’ospedale “Ruggi d’Aragona”. Grazie all’acquisizione della nuova tecnologia di microscopia operatoria, che consente la completa asportazione di una voluminosa massa tumorale cerebrale, nel nosocomio salernitano è stato ultimato, con successo, il primo intervento con l’uso di fluroscenia sodica. L’operazione è stata eseguita dall’equipe del dottor Giuseppe Russo, direttore della UOC di Neurochirurgia dell’Azienda ospedaliera universitaria “Ruggi d’Aragona”.

La massa tumorale è stata individuata e completamente asportata, con estrema accuratezza, dopo aver tracciato il tessuto cerebrale avvalendosi di un’iniezione endovenosa di fluorosceina sodica. La capacità di discriminare con maggiore precisione il tessuto neoplastico da quello sano, ha evitato nel paziente, di conseguenza, l’insorgere di deficit neurologici intra-operatori. Aumentando la quantità di tessuto neoplastico asportato, rispetto alla chirurgia tradizionale, si favorisce anche l’efficacia della terapia complementare (chemio o radio), coordinata presso la struttura ospedaliera dal Gruppo operativo multidisciplinare, garantendo il ritardo di un’eventuale recidiva della malattia e migliorando la prospettiva di vita del paziente. 

Nello specifico, le tecnologie di fluorescenza integrate nel nuovo microscopio dedicato alla neurochirurgia, che contemplano l’uso di indiocianina, somministrata per via endovenosa, consentono la visualizzazione intra-operatoria diretta, per fluorescenza, del flusso sanguigno all’interno dei vasi arteriosi e venosi del cervello e del midollo spinale.

Con l’ acquisizione del nuovo microscopio operatorio e con la pratica delle tecniche di fluorescenza, che si affiancano alle altre tecnologie avanzate già in dotazione, come il neuronavigatore e l’ecografo intra-operatorio, il Ruggi si allinea con i principali centri italiani ed europei, impegnati nella cura dei tumori“: lo dichiara Vincenzo D’Amato, direttore Generale dell’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, evidenziando anche l’obiettivo di voler garantire “una riduzione della mortalità e della disabilità per questa grave patologia encefalica, contrastando così il fenomeno della migrazione sanitaria”.

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