Dalla Cina al Salernitano: sequestrate 1.360 di bombole di gas refrigerato Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Autoarticolato di un’azienda polacca con 13,6 tonnellate di gas refrigerato non rigenerato  stoccato in 1.360 bombole proveniente dalla Cina e diretto nel Salernitano sequestrato dalla Guardia di finanza. 

L’operazione è stata effettuata nell’ambito  delle indagini volte al contrasto del contrabbando di merci di provenienza extra U.E.. L’autoarticolato è stato sequestrato dalle  Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso.  In base al Regolamento Europeo n. 517/2014, dal 1° gennaio 2025 tale gas non può essere utilizzato in forma pura nei Paesi Membri in quanto ritenuto una delle cause del riscaldamento globale, attesa l’appartenenza del medesimo alla famiglia dei gas fluorurati a effetto serra.

Il carico sarebbe stato venduto “sottobanco”

Il carico, destinato a essere venduto “sottobanco” a impiantisti di prodotti di condizionamento e refrigerazione, era scortato da documentazione doganale che, apparentemente, ne giustificava il transito sul territorio comunitario fino al porto francese di Dunkerque, da cui avrebbe dovuto proseguire, via mare, verso gli Emirati Arabi Uniti.

I finanzieri trevigiani, però, dopo aver fermato il mezzo nel corso di un posto di controllo attivato nell’area di sosta autostradale di Roncade (TV), procedevano ad analizzare la documentazione di viaggio esibita dal conducente, scoprendone le incongruenze. L’autoarticolato risultava effettivamente partito da un deposito doganale slovacco, ma non era diretto nell’anzidetto porto francese, bensì, presso una località del salernitano, il cui indirizzo era stato anche memorizzato nel navigatore satellitare in uso all’autista.

Accertato, quindi, il reale luogo di destinazione del prodotto, il medesimo veniva considerato introdotto nel territorio nazionale in regime di contrabbando.

La Procura della Repubblica di Treviso, alla luce del quadro probatorio acquisito, ha convalidato il sequestro penale d’urgenza del gas, che, se immesso nel mercato, avrebbe consentito di ottenere proventi per oltre un milione di euro.

L’attività di servizio della Guardia di Finanza di Treviso ha permesso di impedire la commercializzazione, in Italia, di un prodotto gravemente dannoso per l’ecosistema e di confermare l’importanza, per un efficace contrasto dei traffici illeciti, del controllo sulla viabilità primaria e secondaria del territorio regionale, attraverso un presidio costante di pattuglie su strada.

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