[VIDEO] Asl Salerno, Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl verso lo sciopero Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione

Salerno. “Lo spacchettamento del servizio personale intervenuto nell’Asl Salerno ha determinato la paralisi dell’azienda e basta vedere la produzione degli atti deliberativi a testimonianza che il burocratismo imperante ha causato lo stallo delle attività“.

Le sigle sindacali Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl preannunciano  lo stato di agitazione e un’assemblea generale per il prossimo 3 febbraio, alle 10, presso la sede sindacale di via Nizza a Salerno. 

Se a tutto ciò si aggiunge che anche per quanto attiene le procedure interne la stasi è totale ed insopportabile – dichiarano i segretari provinciali di Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl  rispettivamente Antonio Capezzuto, Alfonso Della Porta e Gennaro Falabella allora non è peregrino ipotizzare che l’ente non è governato ovvero è attualmente gestito con paura e timori insostenibili per coloro che aspirano a gestire le dinamiche di un’azienda complessa come quella sanitaria. Le fobie amministrative alimentate da dirigenti sprovveduti e forse inadeguati, hanno fatto traboccare il vaso anche alla luce dell’assenza di momenti di confronto con il sindacato, condizione che sta gravemente minando i diritti di tutti i lavoratori. Infatti  si sono arbitrariamente bloccati i processi di stabilizzazione del personale avente i requisiti previsti dalla legge Madia per la trasformazione dei contratti da tempo determinato in indeterminato e assenza di qualsiasi procedura di ricognizione; blocco illegittimo delle progressioni orizzontali; blocco dell’utilizzo  in convenzione delle graduatorie per stabilizzare il personale con contratto a tempo determinato, giovani operatori e padri e madri di famiglia che sono costretti ad abbandonare il nostro territorio ovvero a rinunciare agli incarichi, comunque abbandonando le nostre strutture sanitarie che già nell’ordinario sono sull’orlo del collasso; blocco dell’applicazione dell’articolo 30 per favorire la stabilizzazione del personale attualmente assegnato temporaneamente presso l’Asl Salerno. Si continua a mantenere il blocco dei concorsi – continuano –  con grave perdita di chance per i lavoratori interni interessati; attribuzione degli incarichi di organizzazione ad personam, alcuni di decennale memoria e assenza di regolamentazione sui relativi affidamenti; mancata attivazione dei servizi delle professioni sanitarie e relativa mancata attivazione della dirigenza del comparto; mancata ovvero ancora parziale erogazione delle quote di premialità Covud  previste dalla Regione per il periodo marzo/aprile 2020; mancato riconoscimento delle indennità di malattie infettive per il personale adibito nelle strutture Covid ovvero impegnato a fronteggiare l’epidemia in atto senza una uniformità applicativa; mancato riconoscimento dei 15 minuti per attività di vestizione/svestizione e consegna e dei festivi infrasettimanali; si perpetra l’azzeramento orario indiscriminato a fine anno del lavoro straordinario; non si autorizzano più i permessi studio; non si autorizzano più le aspettative per Legge 104; mancata regolamentazione smart working; mancato adeguamento del sistema informatico per la rilevazione dei congedi parentali, permessi per vaccinazioni, permessi sindacali e non adeguamento dello stesso alla rilevazione dei minuti di accavallamento orario previsto dai contratti di lavoro; mancata erogazione degli stipendi al personale a tempo determinato a seguito di rinnovi contrattuali lavorati con estremo ritardo; apertura di posti letto dedicati al Covid senza personale e mancato adeguamento delle unità operative al fabbisogno assistenziale. E queste sono solo la punte di un iceberg, poiché nelle strutture periferiche ogni direttore è un podestà della domenica”. Antonio Capezzuto, Alfonso Della Porta e Gennaro Falabella concludono:” È giunto il momenti di dire basta. Se la direzione strategica con un autorevole intervento non è capace di circondarsi di dirigenti capaci, forse è il momento di pensare seriamente ad un cambio di gestione“.

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