Valle del Sele sindaci a confronto, Conte:”Nuovo modello di governance” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Un’agenda di territorio, che parte dai Comuni, per unire le forze, mettere insieme risorse, progetti e idee, e lanciare un programma complessivo di sviluppo per la Valle del Sele. È l’obiettivo di Agenda del Sele 2022-2027, un confronto politico tra sindaci e rappresentanti istituzionali, promosso dall’associazione “Città del Sele”, che si terrà venerdì 5 agosto, alle ore 19.30, a Eboli, presso il Largo Chiesa San Bartolomeo.  I lavori, moderati dal giornalista Tommaso Siani, direttore del quotidiano “La Città”, saranno aperti dai saluti di Monica Di Gaeta, portavoce dell’Associazione “La Città del Sele”, e introdotti dal Sindaco di Eboli, Mario Conte.

Parteciperanno i sindaci Franco Alfieri (Capaccio Paestum); Roberto Monaco (Campagna); Francesco Cembalo (Altavilla Silentina); Renato Iosca (Albanella); Renato Briscione (Contursi Terme); Mino Pignata (Oliveto Citra); Antonio Opramolla (Serre); Carmine Cennamo (Postiglione); Cecilia Francese (Battipaglia).

Le conclusioni saranno del deputato Federico Conte. “Lavoriamo da tempo – dice il parlamentare – a una connessione tra i Comuni della Valle del Sele per strutturare un progetto comune per il territorio. Il modello del Masterplan della Regione Campania per la rigenerazione e valorizzazione del litorale Salerno Sud è uno schema di riferimento per strutturare quella rete virtuosa che mutua, sul locale, l’idea di progettazione concertata e condivisa che, sul piano nazionale, è alla base del Pnrr. Per la Valle del Sele immaginiamo un modello di sviluppo partecipato, una nuova idea di governance che declini un nuovo paradigma di sviluppo e riconversione, che si interfaccia a una nuova visione di servizi di prossimità, come si configurano anche sui temi della salute, di rigenerazione ambientale, di valorizzazione dei siti culturali per quel turismo lento, della storia e dell’ecologia, che può essere la chiave del futuro. Naturalmente occorrono investimenti mirati, soprattutto sugli snodi infrastrutturali, sistema viario e dei trasporti, prima di tutto. Pensiamo, ad esempio, alla rilevanza strategica del prolungamento della Tangenziale fino all’aeroporto di Pontecagnano; il raddoppio della strada Salerno – Avellino; il prolungamento dell’Alta capacità ferroviaria da Napoli a Reggio Calabria, il rilancio del progetto originario della metropolitana leggera, da un lato, fino a Fisciano e da lì a Sarno (raccordo circumvesuviana), e dall’altro versante, fino all’aeroporto e a Battipaglia. Il tutto partendo dalle progettualità già in campo, spesso incompiuta, e creando un “laboratorio” capace di confrontarsi con esperienze nazionali e internazionali, di creare sinergie, intercettare nuove risorse. Un modo nuovo di progettare il destino del territorio: una risposta dal basso e di merito alla “politica senza  politica” dei partiti populisti”.

 

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