Pagani. Il prefetto di Salerno, Francesco Esposito, su delega del Ministro dell’Interno, ha firmato il decreto per la nomina di una Commissione di indagine al Comune di Pagani. La decisione arriva a seguito dell’inchiesta che, lo scorso inverno, ha coinvolto diversi esponenti dell’amministrazione comunale in un presunto sistema di appalti pilotati a vantaggio del clan Fezza-De Vivo.
La commissione, composta dal viceprefetto Anna De Luna, dal capitano dei carabinieri Luigi Maria Cappa e dal funzionario del Ministero dell’Interno Sergio Rivetti, avrà il compito di verificare l’eventuale sussistenza di condizionamenti mafiosi o irregolarità nella gestione amministrativa. L’accesso durerà tre mesi, con possibilità di proroga per ulteriori tre mesi.
Gli indagati
Secondo le indagini coordinate dalla Procura, risultano indagate sedici persone tra cui il sindaco Raffaele Maria De Prisco, l’assessore Pietro Sessa, l’ex assessore Alfonso Marrazzo, funzionari comunali e diversi imprenditori. Le accuse, a vario titolo, vanno dal condizionamento elettorale mediante minaccia al falso ideologico, dalla turbata libertà degli incanti alla frode nelle pubbliche forniture, fino alla corruzione e al favoreggiamento personale. Diverse ipotesi di reato sarebbero aggravate dall’agevolazione mafiosa.
La Commissione opererà ai sensi dell’articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali per accertare eventuali infiltrazioni criminali e verificare la correttezza della gestione amministrativa. Al termine del lavoro, sulla base delle risultanze, il Ministero dell’Interno potrà valutare eventuali provvedimenti, fino alla possibilità di scioglimento dell’ente comunale.
De Prisco: “Sereni e fiduciosi nel lavoro delle Forze dell’Ordine”
Sulla vicenda si è espresso il sindaco Raffaele Maria De Prisco: “Apprendiamo dell’avvio dell’attività della Commissione d’indagine presso il nostro Comune, disposta dalle competenti autorità. Rinnoviamo la massima disponibilità a collaborare con trasparenza e senso delle istituzioni, affinché venga fatta piena luce su ogni aspetto oggetto di verifica, come atto dovuto derivante dalle indagini di novembre scorso.
Siamo sereni e fiduciosi nel lavoro delle forze dell’ordine e degli organi dello Stato, ai quali rinnoviamo il massimo sostegno a garanzia della legalità“.































