Roccadaspide. Auricchio VS Minervini:” Pensare di chiudere reparti è gravissimo” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Eboli. Il direttore del Dea annuncia nel corso di un consiglio comunale la chiusura di alcuni reparti dell’ospedale di Roccadaspide. Sulla vicenda interviene il vicesindaco del Comune di Roccadaspide,  Girolamo Auricchio. Ecco la nota inviata alla nostra redazione.

Il 30 maggio si è riunito il Consiglio Comunale di Eboli, con la partecipazione di amministratori locali, del Direttore del DEA, Dott. Mario Minervini e di numerosi medici e sindacalisti dell’ospedale di Eboli. A detto incontro non sono stati invitati i sindaci di Battipaglia e di Roccadaspide. Il Direttore Minervini, dimenticandosi che è il Direttore Sanitario dei tre ospedali del Dea: EBOLI, BATTIPAGLIA E ROCCODASPIDE, e non solo dell’ospedale di Eboli ha dichiarato:

“Allora ognuno deve fare la sua parte e la parte implica il rispetto delle norme e delle leggi, ovviamente, l’unica norma che ho in questo momento e che domani farò, a questo punto, perché vengo autorizzato, chiudo la Chirurgia di Roccadaspide, chiudo la Cardiologia di Roccadaspide, chiudo l’Ortopedia di Roccadaspide perché è quello che è scritto nell’Atto Aziendale”.

Forse il Direttore del DEA non sa che fin quando detto Decreto sarà in vigore, nessun reparto dell’Ospedale di Roccadaspide sarà chiuso! Anzi, con detto Decreto, è stata deliberata l’istituzione, per il P.O. di Roccadaspide, di un nuovo reparto con 20 posti letto di Riabilitazione Funzionale. Nonostante ciò, ad oggi, il Direttore del DEA non ha preso nessuna iniziativa!

Ciò che mi ha profondamente colpito non è stato quello che ha detto il Direttore Sanitario Minervini, ma l’applauso da parte di alcuni partecipanti, sicuramente contenti dell’affermazione della chiusura ad horas dei reparti di CHIRURGIA, CARDIOLOGIA E ORTOPEDIA di Roccadaspide, fatto alla fine del suo intervento. L’Atto Aziendale richiamato da Minervini fu approvato dall’ASL il 31/11/2016 e faceva riferimento al Decreto 33/2016 adottato dal Commissario Polimeni. Detto Decreto non fu mai approvato  dal Governo e il Commissario Polimeni in data 03/04/2017 si dimise da Commissario.

E’ gravissimo  che il Direttore Minervini, a distanza di circa quattro anni, ancora non sa che il nuovo Piano Ospedaliero Regionale in vigore è quello adottato dal Presidente Vincenzo De Luca, in data 28/12/2018 n. 103, approvato dal Governo, e che ha evitato la chiusura di numerosi ospedali in Campania, piano che ha consentito lo sblocco parziale delle assunzioni e il finanziamento da parte dello Stato per un importo di UN MILIARDO E CENTO MILIONI DI EURO per l’EDILIZIA SANITARIA, di cui Eboli è beneficiario di 22 milioni dal 2018. Minervini non sa che un ospedale per poter funzionare deve avere una serie di autorizzazioni che Eboli non ha!

Con le sue affermazioni il Direttore Minervini ha cercato, ancora una volta, di DESTABILIZZARE i medici e gli operatori del P.O. di Roccadaspide. Per Minervini esistono solo gli ammalati del bacino di Eboli, quelli del bacino di Roccadaspide, disseminato su un territorio di 822 Kmq possono morire, secondo Minervini. Nulla ha detto in merito agli 11 medici trasferiti in uscita senza alcuna compensazione e in modo ILLEGITTIMO. Eboli è stato un grande ospedale con eccellenti professionisti, se è ridotto allo stato attuale non è certamente colpa dell’ospedale di Roccadaspide.

NON ACCETTEREMO CHE PER INCURIA E/O PER INCAPACITA’ IL P.O. DI ROCCADASPIDE FACCIA LA STESSA FINE DI EBOLI. Il presidente De Luca, con il Decreto citato, ha deciso di elevare i tre ospedali di base Eboli, Battipaglia e Roccadaspide, a Dea di I livello, al fine di assicurare un’assistenza ospedaliera più complessiva sia in termini qualitativi sia per ridurre ed evitare la migrazione passiva di questo territorio.
A distanza di circa quattro anni nessuna bozza programmatica al fine di adeguare i tre ospedali alla nuova normativa in vigore è stata predisposta dal Direttore Minervini. Non accetteremo che i nostri cittadini continuino ad essere trattati come cittadini di serie B!!! Per una buona sanità basta poco, basterebbe affidare gli incarichi dirigenziali, con valutazioni annuali, sulla base degli obiettivi affidati e dei risultati raggiunti”.

 

 

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