Nuovo impianto rifiuti a Eboli: Comune contro Regione Campania Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Eboli. «Ancora una volta la Regione decide “sulle nostre teste”». Dure le parole dei capigruppo di maggioranza Pasquale Ruocco, Matteo Balestrieri e Vito Maratea, sulla recente autorizzazione pervenuta dalla Uod regionale per un impianto di trattamento dei rifiuti in area Pip.

Amara poi la constatazione che la partecipazione o meno alla Conferenza dei Servizi non avrebbe cambiato nulla. A spiegarlo è la stessa Regione con una nota del 23.03.2022 con la quale comunica che seppure il parere negativo del Comune di Eboli fosse stato espresso in sede di conferenza dei servizi , “non sarebbe stato comunque accolto in quanto l’autorizzazione della Regione, secondo l’ art 208 del d.lgs del 2006 va in variante agli strumenti urbanistici comunali  e al vigente regolamento comunale per l’area Pip” .

«Questa amministrazione pone la tutela ambientale del territorio quale principio fondamentale della propria azione politica, come dimostrato recentemente con i fatti di Persano, rispetto ai quali si è presa posizione anche in consiglio comunale. Si ribadisce dunque la contrarietà rispetto all’autorizzazione unica alla realizzazione e gestione di un impianto di smaltimento e/o recupero rifiuti ubicato nel Comune di Eboli, essendo il nostro territorio già sede di siti destinati allo smaltimento dei rifiuti. Il 18.03.2022 il Comune di Eboli, ha inviato una nota alla regione per l’annullamento del proprio assenso per silentium, con la quale si specificava che a causa di un disguido tecnico l’espressione del parere di competenza non era stato comunicato nei termini previsti. Ma ci hanno fatto sapere – in sostanza – che pure se fossimo stati presenti o avessimo inviato il parere negativo immediatamente, non sarebbe cambiato nulla.

A questo punto intraprenderemo ogni azione legale per impedire, in concerto con gli imprenditori, e a tutela dei cittadini tutti, la possibilità di un nuovo impianto nel nostro territorio. Troviamo ancora una volta sconvolgente l’azione amministrativa della Regione che permette ulteriori scempi ambientali di un territorio ad alta vocazione agricola che andrebbe tutelato e valorizzato; ci auguriamo che almeno questa volta qualche forza politica locale, che è maggioranza in regione, si schieri a favore del territorio che rappresenta e non risponda a logiche politiche sovra comunali».

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