Monteforte. “Amnèsia. La dimenticanza”: intervista scrittore Antonio Salerno Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Monteforte Cilento. Originario di Monteforte Cilento, oggi infermiere ad Alessandria, in Piemonte, dopo aver completato gli studi ad Alba, Antonio Salerno – con lo pseudonimo Gladio – è autore di “Amnèsia. La Dimenticanza” (Edda Edizioni, 2020). Dal reparto di chirurgia, nell’ultimo anno divenuto reparto Covid, alla passione per il calcio, fino ad arrivare alla scrittura. “Mi piace prendermi del tempo per me e scrivere dei pensieri, che mi solcano in quel determinato attimo“, dice di sé Antonio. Ma andiamo a conoscere qualcosa in più su di lui e il suo romanzo.

Amnèsia. La Dimenticanza è il suo primo romanzo. Da dove nasce la voglia di raccontare storie e imprimerle nero su bianco, e di cosa parla il testo?

“Penso che chi scrive lo fa, in primis, per sé stesso. C’è  un qualcosa che  ti smuove a mettere per iscritto pensieri, hai l’esigenza di vederli prendere forma e sostanza. In un secondo momento, quando si cerca di pubblicarlo, l’obiettivo è anche  trasmettere un messaggio di fondo e capire se può essere recepito. Il testo parla di Leonardo, un ragazzo che come tanti, si allontana dalle sue origini. Ad un certo punto, percependo un cambiamento dentro di se’, decide di raccontare la sua storia. Quindi ripercorre momenti della vita, lontano dalle sue origini, toccando i temi più sensibili al suo animo. L’amore, l’amicizia, la nostalgia.” 

Tema principale del romanzo è la lontananza dalle origini, il distacco, la nostalgia di legami affettivi del passato. Ci parli di Leonardo, il suo protagonista.

Leonardo è un ragazzo introverso, che forse non riesce a manifestare appieno il suo carattere. O meglio, tende a nascondere cosa prova davvero e quale siano le sue emozioni. Emozioni che a volte tiene per se’, cercando di proteggersi. Erigere quel muro verso il mondo esterno per non sentirsi giudicati. Parlando però in questo libro, cerca di farsi spazio e far emergere la sua vera natura. Ciò che ha sempre protetto, lo rende pubblico raccontando esperienze della sua vita allo scrittore, che come meglio riesce, cerca di farlo recepire nella vera libertà della sua persona.”

Quali altri personaggi ci presenta nel corso della narrazione?

“Gli altri personaggi sono gli amici d’infanzia, Carmelo e Andy. I ragazzi con cui è cresciuto e che nonostante il tempo passato, rivestono le basi solide del valore di amicizia. Ilenia, che riveste il ruolo dell’innamoramento giovanile, fresco, genuino, sincero e immortalato in un tempo lontano e quasi impalpabile. E poi Cecilia, che rappresenta la delusione d’amore, ma allo stesso tempo colei che è stata in grado attraverso quella tiepida sofferenza, a far fermare Leonardo, ponendolo a percepire il suo cambiamento.”

Il romanzo è incentrato su quel sentimento di nostalgia che prova il protagonista, Leonardo, e che, seppure in momenti diversi delle nostre vite, prima o poi tutti proviamo almeno una volta. 

“La nostalgia è un sentimento che penso per l’appunto tutti hanno provato, anche se in modi differenti. C’è la nostalgia verso le proprie origini, per quel paese lontano, per la propria famiglia.  Anche per quel luogo specifico,  che accomuna una comunità come può essere per l’appunto il “sentirsi cilentani”. Penso che a volte bisogna sviscerare bene la nostalgia e la malinconia che ci solca negli stati d’animo, per riuscire poi a cogliere quella “dimenticanza”, intesa anche come presa di coscienza verso i posti da cui  ti sei dovuto allontanare, sia per cause di forza maggiore, o semplicemente per scelta.”

Lei vive e lavora ad Alessandria, ma è originario del Cilento. Quanto ha giocato il suo essere lontano dal suo paese natìo nella scelta dell’argomento chiave da trattare nel suo romanzo?

“Beh, penso sia stato il motivo principale. Alessandria è una città che mi ha dato molto in termini professionali. È il posto che mi ha permesso di esercitare la mia professione, l’infermiere, dandomi la possibilità di vedere i miei studi convertirsi in pratica lavorativa. Qui ci sono i colleghi con cui da otto anni a questa parte condivido “gioie e dolori”, (in questo periodo purtroppo tanti dolori per via di questo subdolo nemico che nonostante tutto ancora non ci fa arrendere), e che se un giorno dovessi andare via questo posto resterà in una parte del cuore. È il posto dove ho conosciuto Giulia, la ragazza che condivide con me la quotidianità rendendomela il più dolce possibile. 

Però, il Cilento e in particolare Monteforte, il mio paese nativo, è sempre presente quando chiudo gli occhi. Quando m’immergo nelle mie infinite riflessioni. Quella montagna che lo solca e che intravedo anche da lontano ora, mi fa capire da dove provengo e quale possa essere il mio sogno.”

Cosa l’ha spinta a dire “Ora scrivo un libro”? Cos’è per lei la scrittura?

“Diciamo che ad un certo punto ho sentito la necessità di comunicare un messaggio. Provare a capire se quello che ho sempre sentito nel profondo, poteva essere provato anche da altri, per vissuto simile al protagonista. La scrittura può essere una forma di libertà, anzi parere personale, la più bella forma di libertà. Ad un foglio bianco si può dire tutto, e a volte in questo mondo caotico, veloce, stressante, che non ti fa relazionare in maniera efficiente con gli altri, fermarsi e scrivere, nel silenzio della coscienza e nella tranquillità della tua solitudine, può portare a rendere effettivo ciò che veramente sei, senza forme di distorsione.”

Da lettore, invece, cosa predilige?

“Tutti quei libri introspettivi, che analizzano l’animo umano e ne danno forme che per me possano essere motivo di crescita. Se proprio devo fare dei nomi, un contemporaneo, Saviano, e “storico”, George Orwell.”

Amnèsia. La Dimenticanza è il suo romanzo d’esordio, pubblicato da Edda Edizioni. Com’è stata la sua prima esperienza editoriale e toccare con mano il proprio libro?

“Un’esperienza molto positiva, anche se ero e sono tutt’ora un novello in materia. Sono stato accompagnato dai miei editori fin dall’inizio, che si sono dimostrati sinceri e professionali. È stato davvero molto istruttorio seguire l’iter di un libro. Dal gradimento iniziale da parte dell’editore, alla firma del contratto, alla correzione delle bozze, alla scelta della copertina (di cui ringrazio Azzurra per la bella rappresentazione), al passaggio finale e forse più atteso, vedere il proprio libro tra le mani. Quello è un momento che difficilmente  dimenticherò.” 

Pensa di scrivere altro in futuro? Sta già lavorando a un nuovo progetto?

“Sto cercando di lavorare su altri progetti, anche se sono all’inizio, e con idee molto frammentate che vanno strutturate lentamente.  Vorrei anche dare un giusto sequel ad Amnèsia. La dimenticanza, ma è un qualcosa che farò più avanti nel tempo, se le forze e le motivazioni mi daranno la possibilità.”

Dov’è possibile acquistare il romanzo?

“È possibile acquistare il libro sui siti di e-commerce (Amazon, Ibs, Mondadori store, libreria universitaria, Libraccio), ma anche sul sito del distributore LibroCo e sul sito dell’editore www.eddaedizioni.it.”

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