Ceraso. Il Comune di Ceraso, incastonato nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, ha ufficialmente aperto i termini per la concessione della fida pascolo per l’anno 2026.
Gli allevatori del territorio che intendono portare le proprie mandrie e greggi sui terreni montani gravati da uso civico hanno tempo fino alle 12 di mercoledì 8 aprile 2026 per presentare la documentazione necessaria all’Ufficio Tecnico comunale.
Chi può partecipare
Il bando è rivolto agli allevatori che risiedono o hanno il proprio centro aziendale all’interno del territorio di Ceraso. Per ottenere la concessione è necessario compilare l’apposito modulo e allegare una documentazione sanitaria rigorosa: copia del documento d’identità, registro di stalla aggiornato con i contrassegni auricolari degli animali e il certificato veterinario dell’Asl che attesti l’assenza di malattie infettive nell’allevamento.
Le domande possono essere consegnate a mano all’Ufficio Protocollo, inviate tramite PEC ([email protected]) o spedite con raccomandata. Il Comune assicura tempi brevi: l’istruttoria si concluderà entro 15 giorni dalla scadenza, per arrivare alle notifiche di assegnazione entro il 30 aprile.
Quanto costa portare il bestiame in montagna?
Il regolamento comunale ha fissato un tariffario preciso per il canone annuo, che varia in base alla tipologia e all’età del bestiame:
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Ovini e Caprini: 5,14 euro (tariffa valida per 1 capo adulto oppure 2 capi tra i 6 mesi e 1 anno).
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Bovini: 20,66 euro (tariffa valida per 1 capo adulto, oppure 4 capi di 1 anno, oppure 2 capi di 2 anni).
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Equini: 97,15 euro per 1 cavallo adulto (o due capi di 1 anno); 71,32 euro per i puledri (tra 6 mesi e 1 anno).
No al pascolo brado e aree off-limits
Oltre a mappare i quasi 75 ettari di terreni disponibili, il bando mette in chiaro una serie di regole ferree per la tutela del patrimonio boschivo e la sicurezza.
È severamente vietato il pascolo brado senza custodia. Il bestiame deve essere sempre riconoscibile e sorvegliato da un custode maggiorenne (a cui non possono essere affidati più di 50 capi grossi o 100 capi piccoli). È inoltre vietato il sub-affidamento e l’introduzione di un numero di animali superiore a quello autorizzato.
A tutela dell’ambiente, il Comune ha imposto rigidi divieti di accesso (o di sosta) in specifiche aree:
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aree incendiate: divieto assoluto di pascolo per almeno un anno (dieci anni nei boschi distrutti o gravemente danneggiati);
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boschi appena tagliati: divieto di 4 anni per gli ovini e 6 anni per bovini ed equini nei boschi cedui;
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aree protette: nessun accesso per i cavalli in specifici habitat della Rete Natura 2000;
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capre nei boschi: è sempre vietato introdurre capre nelle aree boschive.
Inoltre, agli allevatori concessionari viene richiesto un preciso impegno per il decoro: dovranno riqualificare le aree dove staziona la mandria, demolendo eventuali bivacchi precari o baracche abusive costruite in passato per il ricovero dei custodi. Chi sgarra rischia la revoca immediata della concessione.































