Capaccio Paestum. Si è concluso il processo d’Appello per la morte di Angelino Angela, l’undicenne di Caivano che il 31 luglio 2014 perse tragicamente la vita per annegamento nel mare di Paestum, in località “Ponte di Ferro”.
Assolti i due imputati
Questo pomeriggio la Corte di Appello di Salerno, Presidente Rulli e Consiglieri a latere Conforti e Berni Canani, accogliendo gli appelli di Mauro Stefano, titolare della struttura alberghiera Hotel Parco dei Principi, difeso dall’ avvocato Francesco Raeli, e di Milite Amedeo, il bagnino della spiaggia, difeso dall’avvocato Vincenzo Caliendo, ha assolto gli imputati dai reati a loro ascritti “perché il fatto non sussiste”.
I fatti
La ragazzina, che soggiornava a Paestum con la famiglia, stava facendo il bagno con il padre, quando i due, a causa del mare agitato, vennero trascinati al largo dalla corrente di risacca. I soccorsi, complicati dalle condizioni avverse del mare, permisero di salvare la vita soltanto al padre. Nulla da fare, invece, per la piccola Angela, sopraffatta dalla forza delle acque e recuperata quando ormai, purtroppo, il suo cuore aveva smesso di lottare.
Le indagini
All’esito delle indagini del caso, erano stati rinviati a giudizio per omicidio colposo il titolare della struttura e il bagnino. Il primo per mancanza di alcune delle dotazioni di sicurezza previste dalla vigente ordinanza balneare, il secondo, per non aver esercitato la dovuta vigilanza. Altresì, era rinviato a giudizio per i reati di falso ideologico nella redazione della annotazione di servizio e per favoreggiamento personale il Secondo Capo Scelto della Guardia Costiera T. R., Ufficiale in servizio presso la Capitaneria di Porto di Agropoli intervenuto sui luoghi del fatto.
La decisione dei giudici
All’esito di un giudizio di primo grado durato quasi cinque anni, con un’istruttoria che vedeva l’escussione di oltre venti testimoni e una copiosa acquisizione documentale, il Tribunale di Salerno, seconda sezione penale, Giudice Dott. Paolo Valiante, assolveva l’Ufficiale della Guardia Costiera, ritenendo che non avesse commesso alcun falso nella redazione della annotazione di servizio, e dunque alcun favoreggiamento, e condannava invece il titolare della struttura e il bagnino. Quest’oggi, la Corte di Appello di Salerno, accertata l’estraneità al tragico evento degli imputati, li ha assolti con formula piena.
Grande soddisfazione esprimono gli avvocati Francesco Raeli e Vincenzo Caliendo avendo “la Corte d’Appello, accertando la verità dei fatti, restituito a dieci anni dal fatto serenità ai propri assistiti”, affermano.































