Consorzio bonifica Paestum: via libera al nuovo statuto dell’ente Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Il primo passo della riforma dettata dalla Legge Regionale 7/2025

Capaccio Paestum. Via libera al nuovo statuto del Consorzio di bonifica Sinistra Sele di Paestum.

Lo scorso 28 novembre, il Consiglio dei delegati ha adottato il nuovo statuto dell’ente presieduto da Carmine Frunzo, che riorganizza competenze, governance e modalità operative dell’ente che, da quasi un secolo, presidia il vasto comprensorio rurale e idraulico che abbraccia l’area cilentana e la Piana del Sele.

Si tratta del primo passo della riforma dettata dalla Legge Regionale 7/2025, che ha ridisegnato l’assetto della bonifica in Campania. L’atto, trasmesso ora alla Regione per l’approvazione definitiva, delinea un consorzio più strutturato, digitalizzato e dotato di nuovi strumenti di intervento sul territorio.

31 comuni e oltre 100mila ettari di territorio

Il documento definisce il Consorzio come ente pubblico economico a carattere associativo. Il comprensorio consortile si estende su 31 comuni della provincia di Salerno, da Agropoli a Trentinara, da Piaggine a Sicignano degli Alburni, passando per Roccadaspide, Albanella, Capaccio Paestum e molti altri centri interni e costieri.

Un territorio vastissimo, di oltre 100mila ettari, caratterizzato da una pluralità di paesaggi: aree agricole, sistemi collinari, zone montane, corsi d’acqua e un delicato equilibrio idraulico che da decenni richiede manutenzione costante e presidio tecnico.
Tutto questo finisce sotto la responsabilità del Consorzio.

Compiti, funzioni e poteri

Lo statuto aggiorna e amplia l’elenco delle attività dell’ente. Oltre alle funzioni tradizionali – manutenzione dei canali, gestione delle pompe idrovore, vigilanza idraulica e irrigazione – compaiono compiti più moderni e strutturati, come: partecipazione a programmi europei e nazionali su ambiente e gestione del territorio; supporto tecnico agli enti locali; attività di protezione civile e interventi nelle emergenze idrogeologiche; rilascio di autorizzazioni, pareri e nulla osta su opere che interferiscono con il reticolo idraulico; possibilità di costituire società, consorzi, fondazioni e altri organismi strumentali.

Lo statuto ribadisce inoltre il potere impositivo del Consorzio, che rimane autorizzato a richiedere contributi agli immobili che traggono beneficio dalle attività di bonifica. Il nuovo catasto consortile informatizzato sarà la base del calcolo dei ruoli di contribuenza.

Un sistema di poteri più definito

Una parte consistente dello statuto è dedicata alla definizione del sistema di governo dell’ente. Gli organi previsti sono cinque:

  • Assemblea dei consorziati, composta da tutti i proprietari contribuenti;
  • Consiglio dei delegati: 16 membri complessivi, di cui 12 eletti dai consorziati e 4 designati da Regione e Provincia;
  • Comitato esecutivo, guidato dal presidente e dal vicepresidente;
  • Presidente, figura centrale, titolare della rappresentanza legale e della direzione politica dell’ente;
  • Collegio dei Revisori, con compiti di controllo contabile e finanziario.

Nel dettaglio vengono disciplinati durata delle cariche, cause di decadenza, incompatibilità, modalità di convocazione e quorum deliberativi. Tutto ciò per allineare la governance del Consorzio agli standard richiesti dalla recente normativa regionale.

La riforma 

Il nuovo statuto è uno dei tasselli che la Regione Campania ha chiesto ai Consorzi di Bonifica per adeguarsi alla riforma varata nel 2025. Il legislatore regionale ha puntato su enti più efficienti, con bilanci trasparenti, strutture tecniche aggiornate, sistemi digitali e una gestione integrata delle acque.

In questo contesto, lo statuto di Capaccio Paestum introduce: maggiore chiarezza sulle competenze amministrative; un apparato decisionale più definito; regole aggiornate sul funzionamento degli uffici; strumenti per gestire fondi, partecipare a progetti e intervenire rapidamente in caso di criticità idrauliche.

Il prossimo passaggio: l’ok della Regione

Per diventare pienamente operativo, il nuovo statuto dovrà ora essere approvato dalla Giunta regionale. Solo dopo questo passaggio il Consorzio potrà avviare la fase applicativa della riforma, dalla costituzione dei nuovi organi alla definizione del piano di contribuenza basato sul nuovo catasto dei benefici.

L’approvazione del nuovo statuto rappresenta dunque un momento di svolta per uno degli enti più antichi e strategici del territorio, chiamato a svolgere un ruolo chiave nella tutela idraulica, nella gestione delle acque e nella sicurezza del comprensorio.

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