Capaccio Paestum. Presunti abusi sessuali sulle allieve: il maestro di arti marziali Antonio Marrone torna in libertà. Revocato anche l’obbligo di dimora, il Tribunale di Salerno dichiara superate le esigenze cautelari.
Il Tribunale di Salerno, III Sezione Penale – I Collegio, ha disposto la revoca dell’obbligo di dimora nei confronti di Antonio Marrone, ponendo fine a ogni misura cautelare personale cui l’imputato era sottoposto da quasi due anni.
Il Collegio ha ritenuto che il lungo tempo trascorso dall’applicazione della misura, la sua progressiva attenuazione, l’assoluto rispetto di tutte le prescrizioni imposte e l’assenza di qualsiasi violazione abbiano definitivamente fatto venir meno le esigenze cautelari, escludendo l’attualità del pericolo di reiterazione.
La decisione è intervenuta all’esito dell’istanza presentata dai difensori, gli avvocati Marco Nigro e Francesco Raeli, che avevano evidenziato come ” il percorso cautelare avesse ormai esaurito ogni funzione preventiva, essendo trascorsi oltre settecento giorni di limitazioni della libertà personale senza alcun episodio idoneo a giustificarne la prosecuzione”.
I giudici hanno condiviso tale impostazione, osservando che il tempo trascorso, unito alla condotta irreprensibile dell’imputato, depone favorevolmente ai fini della prognosi sulla futura condotta dello stesso e che la misura, già progressivamente degradata, aveva ormai esaurito la propria efficacia deterrente rispetto a esigenze cautelari ormai superate.
«Esprimiamo piena soddisfazione per il provvedimento adottato dal Tribunale – dichiarano gli avvocati Marco Nigro e Francesco Raeli –. La decisione conferma un principio fondamentale del nostro ordinamento: le misure cautelari possono essere mantenute solo finché sussistono esigenze concrete e attuali e non possono trasformarsi in limitazioni della libertà personale fondate esclusivamente sul decorso del processo o sulla gravità dell’imputazione. Il Collegio ha valorizzato elementi oggettivi, quali il rigoroso rispetto delle prescrizioni, l’assenza di qualsiasi violazione e il progressivo affievolimento delle esigenze cautelari, riconoscendo che la misura aveva ormai esaurito la propria funzione.»
I difensori sottolineano inoltre come il provvedimento rappresenti «il riconoscimento di un percorso di assoluto rispetto delle regole processuali da parte di Antonio Marrone, il cui comportamento è sempre stato improntato alla massima correttezza e collaborazione con l’autorità giudiziaria».
La revoca dell’obbligo di dimora chiude così il capitolo cautelare della vicenda, mentre il procedimento penale proseguirà nel merito dinanzi al Tribunale, nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza fino all’eventuale sentenza definitiva.
I reati contestati ne dispositivo di rinvio a giudizio
All’uomo viene contestato che “ in tempi diversi, quale istruttore della disciplina del Taekwondo, nel corso delle lezioni che teneva, nel periodo novembre 2022- maggio 2023, all’interno della palestra della scuola elementare di Capaccio Paestum, costringeva le minori all’epoca di nove anni ed altre due ragazze allora di 11 anni a subire ripetutamente atti sessuali di seguito, approfittando della funzione di maestro e della prossimità fisica, che derivava nel corso delle lezioni”, si legge nel dispositivo di rinvio a giudizio.
Le indagini
I reati contestati fanno seguito ad un’intensa attività investigativa e, in particolare, alle dichiarazioni delle vittime e delle persone sentite con le forme dell’incidente probatorio, alle sommarie informazioni. Il processo è nella fase dibattimentale.































