Altavilla Silentina. Appartamento della discordia: la storia approda davanti al giudice in tribunale. Succede a Borgo Carillia, dove un alloggio pertinenziale affidato ad un privato non può tornare nelle disponibilità del Comune, proprietario dell’immobile, in quanto la moglie dell’uomo si rifiuta di lasciarlo.
L’origine del contenzioso
L’origine dello screzio risale allo scorso anno quando il Comune di Altavilla Silentina, guidato dal sindaco Francesco Cembalo, dopo la morte dell’uomo avvenuta tempo fa, ha richiesto di tornare in possesso dei locali per adibirli a ulteriori spazi per la didattica in uso alla scuola adiacente. A rispondere picche è stata invece la moglie del custode, che si è rifiutata di lasciare l‘appartamento posizionato al primo piano.
“L’immobile – spiega il responsabile dell’Ufficio Tecnico, Carlo Di Lucia – era stato assegnato dal Comune all’uomo, con regolare contratto d’affitto. Alla sua morte è sopraggiunta l’esigenza di utilizzo dei locali, l’ente ha portato la questione in consiglio comunale, che ha dato l’okay ad avanzare la richiesta. Questo in considerazione della necessità di riutilizzare gli spazi a favore dei bambini e in considerazione del fatto che la donna, attualmente, risulta comunque essere in possesso di ulteriori immobili in cui potersi trasferire”.
Dopo il rifiuto da parte della donna, il Comune di Altavilla Silentina ha emesso un’ordinanza
L’ordinanza è stata emessa lo scorso mese di aprile, in cui si disponeva lo sgombero della struttura pubblica adibita ad alloggio pertinenziale di edificio scolastico con 100 metri quadrati di terreno. L’occupante ha presentato ricorso contro il Comune, facendo leva sulla scadenza del contratto di locazione stipulato dal coniuge, fissata per il 19 settembre 2031. All’ente altavillese non è rimasto altro da fare che disporre la resistenza in giudizio.































