Agropoli. “Nessuno parla. Assordante silenzio, eppure ancora una volta il nostro Ospedale torna a far parlare di se. Tre persone decedute, figli di questa Campania, prossimi cittadini Agropolesi, strappati alla vita da un destino, forse , segnato anche dalla mancanza di un pronto soccorso in una città così nevralgica e strategica come Agropoli, al centro di un territorio vastissimo tra il mare e la collina.
Certo, probabilmente, se avessimo avuta una Sanità efficiente, oggi, tre famiglie non piangerebbero i loro cari”. Queste le parole del consigliere comunale Emilio Malandrino che interviene sulla questione della mancanza di un pronto soccorso al locale presidio ospedaliero. “Le istituzioni – afferma Malandrino – restano in silenzio. Solo proclami, annunci, promesse farlocche: posti letto, Camera iperbarica, polo oncologico, lungodegenza. Di concreto nulla. L’ultimo “regalo” dal 1 Luglio la sospensione dell’ambulanza rianimativa, in piena stagione estiva in un territorio a totale vocazione turistica, pura follia. Dove sono il presidente della Regione Campania, della Provincia, i Sindaci che fanno capo alla loro parte politica, compreso il Sindaco di Agropoli e dei tanti comuni vicini. Abbiate il coraggio di dire che per questo Ospedale non avete interesse, mentre si continuano ad aprire reparti ed attività in ogni struttura sanitaria della Provincia e della Regione con continue inaugurazioni e benedizioni.
Abbiate la dignità, il coraggio di spiegarlo alle nostre Comunità che di quello di Agropoli che è una scatola vuota e non se ne farà più niente”.
Malandrino propone di utilizzare la struttura per altro:” Faccio qui una proposta, come Consigliere Comunale e come rappresentante del centrodestra locale, utilizzatelo per altro, togliete via, immediatamente la scritta presidio ospedaliero che sembra tanto di presa in giro, e, magari, attivate le procedure, risparmiando milioni di euro, di trasferimento, in quei locali ormai inutilizzati, della caserma dei carabinieri e del commissariato di polizia almeno sfrutteremmo un bene di proprietà di Agropoli, costruito con le tasche dei suoi contribuenti, per una ragione solidale e razionale.
Finalmente avrete detto la verità’ ad un popolo che da oltre 10 anni viene penalizzato ed offeso da comportamenti ambigui, irrispettosi e contro la logica del bene comune in difesa della Città”.































