Sarno. Con un fucile minacciano coetanei in una yogurteria: ai domiciliari Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Uno dei due giovani ha impugnato un fucile puntato ad altezza d'uomo contro le persone offese, avventori e i gestori del locale

Sarno. Avevano minacciato coetanei esplodendo colpi di arma da fuoco in pieno centro cittadino: finiscono ai domiciliari.

Nella giornata di sabato 9 novembre i militari della  Stazione Carabinieri di Sarno ha eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, con divieto di comunicazione e le particolari modalità di controllo mediante il  braccialetto elettronico. Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Nocera inferiore  su richiesta della Procura, che ha coordinato una complessa ed articolata indagine per ricostruire un episodio accaduto in pieno centro a Sarno.

I fatti 

La sera del 26 febbraio scorso. nei pressi del la yogurteria ‘Emyogo” due giovani. entrambi incensurati. hanno eseguito, con l’ausilio di un terzo soggetto allo stato ignoto, un’azione intimidatoria nei confronti di un altro gruppo di coetanei. Per ragioni legate ad un precedente dissidio tra le parti entrando nel noto esercizio commerciale del centro di Sarno in quel momento pieno di avventori, con l’intento di far uscire  fuori dal locale i destinatari del gesto verosimilmente per aggredirli.
Nel l’occasione, uno dei due giovani impugnava un fucile che, con allarmante disinvoltura veniva puntato ad altezza d’uomo contro le persone offese e contro gli avventori e i gestori del locale.
Prima di entrare nella yogurteria, il soggetto che impugnava il fucile esplodeva in aria anche due colpo a scopo esclusivamente intimidatorio.

I fatti venivano interamente ripresi dalle telecamere di videosorveglianza pubblica e privata dalla zona e gli esili delle successive indagini, delegate da questa Procura alla locale Stazione dei Carabinieri, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di reità nei confronti degli indagati, attraverso, tra l’altro, l’analisi dei tabulati telefonici. l’acquisizione di informazioni tramite fonti aperte (socia! network), il sequestro dei telefoni cellulari e dei capi di abbigliamento che gli indagati indossavano la sera del 26 febbraio, rivenuti all’esito delle perquisizioni eseguite dai militari.

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