[VIDEO] Buccino. Al museo archeologico, mostra Enzo Marotta Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Inaugurata sabato 7 maggio, nella suggestiva cornice del Complesso degli Eremitani di Sant’Agostino, sede del Museo Archeologico Nazionale “Marcello Gigante” di Buccino Antica Volcei, la mostra d’arte “Natura e Percezioni” del Maestro Enzo Marotta, nativo di Laurino ma agropolese d’adozione, la cui presentazione ha visto gli interventi di Marcello Nardiello, Presidente Pro Loco Buccino Volcei, di Nicola Parisi, Sindaco di Buccino, dell’artista Enzo Marotta e di Antonella Nigro, Critico d’Arte. Gli interventi in programma hanno avuto piacevoli e delicati intermezzi musicali grazie alle esecuzioni strumentali del Duo Condomblé, con il Maestro Fedele Ciccarino al flauto e il Maestro Costantino Caruccio alla chitarra.
La mostra, del Maestro Enzo Marotta, sarà visitabile fino al prossimo 15 giugno.

L’artista Enzo Marotta 

Soggetto preferito nella ricerca pittorica di Enzo Marotta sono le “radici”, tradotte iconograficamente e concettualmente, rappresentano le origini culturali, etniche e geografiche che, ricollegandosi agli albori ancestrali e agli strati profondi del processo evolutivo, emozionale e intellettuale di ognuno, ne caratterizzano passato, presente e futuro. Enzo Marotta, spesso, nel ritrarre paesaggi, da’ largo spazio alla raffigurazione di alberi, forti e secolari, che divengono simbolo dell’uomo, che come una quercia, un olivo ha radici che si fanno strada tra le falde del terreno personale e del proprio complesso vissuto. L’artista, infatti, diviene anch’egli testimonianza di questo percorso di continuo mutamento ed arricchimento individuale: il punto di partenza, alimentato dall’esperienza e dall’ispirazione, influenza la capacità di generare nuovi germogli e fiorire in modo creativo. Egli ama la sperimentazione e affina, costantemente, varie tecniche pittoriche che vanno dalla delicatezza dell’acquarello all’eleganza dell’olio, nondimeno predilige utilizzare vari supporti dalla tela alla juta, dal legno massello alla pietra, anche in un’ottica, tutta contemporanea, di eco-arte e recupero e rivitalizzazione dei materiali.
Sono i magnifici luoghi del Cilento al centro della sua trattazione, i borghi, le coste, le alture confluiscono in una visione che ne omaggia le bellezze e la magia: dai Monti Alburni al Vallo di Diano tracce, espressioni, tradizioni, sentieri legati alla sua ricca storia, divengono immagini cariche di pathos e di emozione. L’artista, infatti, ha la capacità di cogliere il fascino nascosto nei meandri solitari, tra le abitazioni silenti, nella natura selvaggia e colorata ove riemergono gli echi lontani di una solenne classicità che vide tali luoghi accarezzati dai veloci guizzi di Leucosia e dalle capricciose seduzioni di Camerota, dal doloroso naufragio di Palinuro e dagl’incredibili viaggi di Giasone e poi di Enea, e, dopo il mito, dalla storia con la Scuola Eleatica e la prospera Poseidonia.
Enzo Marotta narra delle stagioni della vita e di territori suggestivi, che si susseguono attraverso cromie spesso trasfigurate dal ricordo e, qui, il tratto diviene più sfumato e rotto, sfuggente, teso alla cattura della luce, dell’istante nella memoria. Ammirando la ricca galleria di opere dell’artista, si passa, dunque, da una realtà che documenta una visione resa fedelmente, en plein air, ad una dimensione vicina alla liricità del sogno e dell’immaginazione. Le marine, dagli spazi aperti ed infiniti, non sono soltanto documentazione di meravigliose vedute, rimandano, altresì, alla fluidità e all’inafferrabilità dell’acqua, a sua volta metafora del vago e dell’incerto che caratterizza il destino umano; ma, sovente, queste distese azzurre, perdute negl’intensi turchesi, nei vividi blu e nei brillanti smeraldi, sono impreziosite da tramonti accesi ove il sole, scendendo verso l’orizzonte, lascia il confine della nostra prospettiva, portando qualcosa di noi nel mondo sconosciuto e magnifico dell’oltre, ove regna la commozione e l’incanto. (Recensione di  Antonella Nigro)

 

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