Salerno. Lavoratori Dipartimento salute mentale verso lo sciopero Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

La proposta delle organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL

Salerno. Si è tenuta oggi  la conferenza stampa indetta da FP CGIL, CISL FP e UIL FPL per l’organizzazione dello sciopero del 14 dicembre prossimo di tutto il personale del comparto in forza al Dsm di Salerno.

” Con l’abbandono del tavolo tecnico della direzione dipartimentale avvenuto il 7/10/21 e con la nota informativa del 25/10/21 dove viene sancita la chiusura del servizio notturno di tutti i Csm, il direttore Corrivetti ha chiuso la porta, sbattendola in faccia a tutti i lavoratori ed utenti fragili, rinunciando ad ogni tipo di confronto e discussione inerente all’organizzazione dei nuovi servizi dipartimentali. Tale chiusura al dialogo è un fatto grave ed inaudito, attesa la frammentarietà organizzativa del settore e non ha permesso a tutte le sigle sindacali di poter contribuire con una propria proposta al miglioramento e all’ottimizzazione dei servizi e dell’utilizzo delle risorse umane ivi operanti – affermano i segretari generali della provincia di Salerno di FP CGIL – CISL FP – UIL FPL Antonio Capezzuto, Pietro Antonacchio e Donato Salvato – una ipotesi elaborata anche dopo l’abbandono del tavolo tecnico da parte della direzione dipartimentale, anche in considerazione del fatto che con la nota informativa del responsabile Giulio Corrivetti all’annuncio della chiusura del servizio notturno dei centri di salute mentale avrebbe consequenzialmente dovuto avviare nuovi servizi che ad oggi non sono mai entrati a regime perché inesistenti”.

La proposta delle organizzazioni sindacali 

Tramite questa conferenza stampa si porta a conoscenza la proposta elaborata da FP CGIL, CISL FP e UIL FPL: ogni unità operativa di salute mentale deve garantire un centro di salute mentale che abbia posti letto di centro crisi che accolga i pazienti fragili in qualsiasi fascia oraria e con problematiche che non ricorrono a ricovero trattamento sanitario obbligatorio, poiché l’attuale modello determina che in tutte le giornate e in tutti i festivi ogni utente che ha bisogno di assistenza dovrà ricorrere all’emergenza e quindi facilmente ricoverato in strutture psichiatriche, pubbliche o private, nonostante forse tale trattamento potrebbe risultare eccessivo. Tale proposta viene supportata anche dal fatto che tali servizi sono già presenti nell’atto aziendale, e mai entrati a regime. In mancanza di locali da adibire a centro crisi si possono sfruttare eventualmente stanze all’interno di residenze già esistenti nelle unità operative di salute mentale. L’assistenza verrebbe garantita dal personale infermieristico centro salute mentale. Inoltre sempre dal personale infermieristico del centro salute mentale verrebbe garantito contestualmente il servizio territoriale e l’emergenza urgenza diurna e notturna come già previsto dal protocollo operativo per l’urgenza / emergenza in psichiatria allegato alla delibera del direttore generale n° 253 del 7 novembre 2019 e successiva integrazione prot. n° 282079 del 28/11/2019. Tale paziente non graverebbe sui posti letti carenti del reparto SPDC, ma soprattutto porterebbe un risparmio economico all’azienda per ricoveri nelle strutture private convenzionate. Oltre ciò – concludono Capezzuto, Antonacchio e Salvato –  regna solo confusione ed approssimazione”. 

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