[VIDEO] Convergenze. Il viaggio emozionale di Pingaro: 9400 km in auto elettrica Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Pingaro ha viaggiato insieme con la sua famiglia da Paestum fino in Norvegia e Lapponia

Capaccio Paestum. 10 giorni di viaggio, 55 ricariche effettuate, 2100 kWh consumati, 1819 kg di Co2 risparmiati, 9.400 chilometri percorsi. Sono i numeri del viaggio fatto da Rosario Pingaro, amministratore delegato di Convergenze, insieme con la  sua famiglia, la  moglie Antonietta e i due figli. 

Un viaggio emozionale da Paestum fino in Norvegia e Lapponia 

“E’ stato un viaggio epico. Ed è stato  così come lo avevo immaginato. Mi affascinava anche condividerlo con la famiglia. Con i ritmi di oggi c’è sempre poco tempo da trascorrere insieme con i  figli. E’ stato emozionante, diventi un tutt’uno con la tua famiglia si costruisce un team ed è stata la cosa più bella che abbiamo vissuto. Questa sensazione la porterò nel cuore insieme agli splendidi paesaggi della Svezia dove l’acqua,  la natura sono una parte integrante della vita delle persone. In Lapponia abbiamo ammirato il sole di mezzanotte, che era uno dei miei obiettivi. Un viaggio insomma estremamente emozionante ed affascinante per i posti che abbiamo visitato e soprattutto per la libertà che abbiamo provato”.

9.400 chilometri circa 1000 chilometri al giorno percorsi 

” Il primo obiettivo era  dimostrare che con una macchina elettrica si può fare esattamente la stessa quantità di chilometri e in modo libero. Noi abbiamo fatto 9.400 chilometri in dieci giorni quindi  quasi mille chilometri al giorno, partendo da Paestum arrivando fino al confine tra Finlandia e Norvegia, quindi in Lapponia, e ritornando indietro visitando l’Austria,  la Germania la Danimarca, Stoccolma in Svezia con diverse tappe. Durante il viaggio non abbiamo avuto nessun problema abbiamo programmato quotidianamente le tappe e le varie soste. L’obiettivo era arrivare fino a Capo Nord purtroppo le frontiere della Norvegia sono ancora chiuse alle turisti.  Un elemento  fondamentale il contatto con il mondo esterno tramite la tecnologia”.

E’ stato necessario pianificare un percorso rigido? 

“Molti si chiedono se con auto elettrica è necessario pianificare un percorso rigido  per seguire le disposizioni delle colonnine di ricariche è stato un viaggio sereno e senza difficoltà tecniche o logistiche.  In primis per una distribuzione di colonnine di ricariche ed anche di fornitori terzi,  che abbiamo utilizzato durante i vari pernottamenti”.

E’ stato anche il viaggio degli incontri

“Direi proprio di si .  A partire dal primo giorno abbiamo incontrato casualmente amici nelle varie soste effettuate.   Erasmo Picilli nel Brennero, Elena Morganti  a Copenaghen, Matteo Massarenti a Mantova , Maria Antonietta Gorga sull’isola tedesca di Sylt e a  A Modena al Supercharger   ho rivisto la mia prima Tesla, che avevo acquistata  nel 2013, l’ho riconosciuta dalla targa,  che era parcheggiata lì con il suo quarto proprietario”.

Un connubio profondo tra natura e uomo 

” Questa grande compenetrazione tra l’uomo e la natura è stata  davvero bella. E’ come se si nuotassi in mare aperto, sai nuotare però non vedi il fondo, pertanto avverti una certa sensazione di timore. Questa stessa sensazione l’abbiamo provata in quei posti. Basti pensare, ad esempio, che in Finlandia abbiamo percorso 200 chilometri senza incontrare una macchina o una casa. Questo fa capire come si era lontano dal mondo civile,  risolvere qualsiasi problema di sorta, che avremmo potuto avere,  non sarebbe stato di certo facile.  Una situazione che ci ha fatto vivere una forte  sensazione di avventura  che ha reso il nostro viaggio ancora  più emozionante.  Ho vissuto una compenetrazione tra natura e persone che non vedevo da tempo ed è una cosa che ho portato con me. Cercherò  di viverla anche nella nostra realtà perché forse è qualcosa che abbiamo  perso un po’ tutti quanti”.

Un concetto ribadito anche da Antonietta Mandetta:” La macchina elettrica è una realtà conclamata sono tornata più consapevole. Fare bene   all’ambiente è l’unica speranza di poter avere un futuro  ed è il bene più prezioso che possiamo lasciare in eredità alle generazioni future”. 

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