Valle del Sele, Conte (LeU) a Costa:”Urge commissario straordinario ambiente” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Eboli. Nomina di un commissario straordinario per l’emergenza ambientale nella Valle del Sele. E’ quanto chiesto dal deputato LeU, Federico Conte, in una lettera al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e per conoscenza al presidente del consiglio, Giuseppe Conte. Il parlamentare ebolitano, in collaborazione con il coordinamento comitati Valle del Sele, nell’ottobre scorso lanciarono una petizione online ed una raccolta firme cartacea che ha raggiunto 10mila firme.

“I cittadini della Valle del Sele -afferma Conte-chiedono la nomina di un commissario straordinario di governo per l’emergenza ambientale nella zona. Una raccolta di firme promossa e curata spontaneamente da associazioni, aziende agricole, consigli di fabbrica, commercianti, professionisti, donne e uomini, giovani e anziani. Sull’inquinamento ambientale occorrono interventi reali, diretti e immediati, che solo un commissario straordinario, dotato di mezzi e poteri adeguati, può mettere in essere a tutela di una zona, fertile come poche altre, irresponsabilmente trasformata nel più grande polo dei rifiuti d’Italia. Negli ultimi tre anni, a Battipaglia, comune già sciolto per il sospetto di infiltrazioni camorristiche e poi tornato a libere elezioni- scrive il deputato nella lettera a Costa- si sono succeduti una serie di episodi inquietanti, tra i quali cinque grandi incendi, uno in un impianto pubblico, sui quali grava anche il sospetto di coinvolgimento e di speculazioni della delinquenza organizzata. Il 3 agosto 2019, ad andare in fumo è stato il deposito di ecoballe di rifiuti della ditta privata New Rigeneral Plast, che ha provocato una colonna di fumo tossico, dentro e fuori la città, con ricadute ambientali incalcolabili per l’economia e la salute dei cittadini, molti dei quali si sono allontanati dal centro urbano portando via i bambini. Il 12 settembre 2019, sempre a Battipaglia, è stato incendiato un deposito di pneumatici di una ditta che si occupa di rifiuti speciali. Sono fatti che procurano allarme e preoccupazioni sempre crescenti, anche per le gravi omissioni del potere pubblico: la mancata o insufficiente bonifica di discariche storiche (Sardone, Parapoti, Castelluccia, Femmina Morta e Monte di Eboli); la ritardata rimozione delle ecoballe stoccate nella zona e finanche alla Foce del Sele- chiosa Federico Conte– cui non ha fatto seguito un intervento di risanamento strutturale; i miasmi nauseabondi che si sollevano da numerosi impianti incontrollati e fuori legge; l’inquinamento (alghe e mucillagine) del litorale marino, Battipaglia – Eboli – Paestum; gli scarichi di rifiuti a cielo aperto nei canali di irrigazione. L’area più fertile della Campania, leader della “quarta gamma” e della Mozzarella Doc, sta per essere trasformata nel più grande polo dei rifiuti d’Italia, con uno stravolgimento del territorio, in cui si sommano rischi per l’ambiente e infiltrazioni criminali che la cronaca denunzia e registra senza esiti da tempo. È un attacco alla vivibilità che interessa oltre 200 mila persone e una superficie di oltre 37mila ettari, dove cresce, in modo ormai documentato ed esponenziale, la diffusione di neoplasie e di malattie infettive. A far da sfondo a questa grande deriva sociale, economica e ambientale è la zona industriale Eboli – Battipaglia, al centro della Piana del Sele, nella quale si è strutturata un’area per il trattamento dei rifiuti composta da oltre 20 impianti privati e due impianti pubblici. Alle popolazioni interessate non resta- sottolinea Conte-dopo la protesta composta praticata finora, che ribellarsi in campo aperto contro le istituzioni come nel 1969, una data storica e tragica che viene ricordata ogni anno.

GLI OBIETTIVI DA PERSEGUIRE

Si rende, perciò, indispensabile e urgente un intervento diretto da parte del Governo nazionale con tre obiettivi:un piano di monitoraggio ambientale, epidemiologico e di impatto sull’aria, l’acqua e la terra, con l’Istituzione di un osservatorio ambientale permanente, in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno (Portici); un ciclo di bonifiche strutturali, da accompagnare con misure incentivanti speciali per l’agricoltura e i settori produttivi più coinvolti, con l’obiettivo di promuovere la collaborazione e l’adozione di pratiche imprenditoriali di prevenzione e risanamento ambientale; un’azione coordinata, con il coinvolgimento dell’Autorità nazionale anticorruzione, per verificare possibili infiltrazioni criminali nel settore e nell’economia locale. È una missione che, come dimostrano i fatti, non è alla portata dei sindaci e non può essere compiuta con poteri ordinari, ma va affidata a un’autorità unica e autonoma, come è avvenuto nel 2012, quando il Governo nominò un Commissario Straordinario per la Terra dei fuochi, a cui vennero assegnati poteri straordinari di impulso e coordinamento di enti e forze dell’ordine per contrastare il fenomeno dei roghi e dei rifiuti nocivi e delle infiltrazioni camorristiche. Per comprendere la portata del fenomeno da debellare, basti considerare che la zona interessata della Valle del Sele è ben più ampia di quella della terra dei fuochi e riguarda più comuni. Si provveda, perciò- conclude il parlamentare- con urgenza alla nomina di un Commissario Straordinario di Governo per l’emergenza ambientale, la salute e la sicurezza pubblica nella Valle del Sele, dotato delle risorse necessarie e di adeguati poteri di coordinamento e intervento”.

 

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