Eboli, banda del buco espugna l’istituto Agrario Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Eboli. Ci avevano già provato, pochi giorni prima. Venerdì sera sono riusciti a entrare, facendo un buco nella parete. I ladri cercavano i computer dell’istituto Agrario. L’allarme li ha messi in fuga. La dirigente Laura Cestaro, infatti, aveva deciso di rafforzare tutte le porte e dotare la scuola di un moderno sistema d’allarme dopo i tentati furti falliti. Eppure i ladri non si sono arresi e sono entrati, sfondando un muro. Approfittando del fatto che l’istituto si trova in una zona isolata, anche perché ha adiacente l’azienda agricola dove i ragazzi sperimentano di persona le coltivazioni, i ladri si sono armati addirittura di picconi. Incuranti della possibilità di far rumore, hanno provocato una voragine nel muro e da lì si sono introdotti nel laboratorio scolastico. Hanno però avuto poco tempo. L’allarme è scattato rapidamente. Il colpo è fallito. Restano i danni. E l’insistenza degli ultimi giorni. Probabilmente i malviventi sanno che ci sono 49 laboratori al “Giustino Fortunato”. Molti dei pc acquistati, nel periodo Covi, la dirigente scolastica li aveva concessi in comodato d’uso agli studenti per fare in modo che tutti potessero seguire la didattica a distanza. In istituto, dunque, non c’erano tutti i pc e questo ha limitato i danni. Non è la prima volta che i malviventi prendono di mira la scuola. La maggior parte dei furti è avvenuta nell’azienda agricola, separata dal vicino Hospice per i malati tumorali da una robusta recinzione che, però, più volte è stata tagliata. “Molte volte – spiega la dirigente – il nostro raccolto è stato rubato. Soprattutto i kiwi di cui abbiamo una bella piantagione. Ci hanno sottratto tra i 7 e gli 8 quintali, vengono addirittura con i camion per portarli via. Ma questa volta avevano altre mire. Meno male che il personale che si trovava a scuola non ha subito danni. E’ stata la mia prima preoccupazione. I carabinieri sono sempre di pattuglia nei pressi e sono giunti non appena è suonato l’allarme. Il capitano Geminale sa che la nostra scuola è in una zona a rischio e dunque ci tiene sotto controllo“. Quello che ha più scosso la dirigente, però, è la modalità scelta dai ladri. “Addirittura un buco nella paret- ha commentato scossa -di fronte a questo non c’è né allarme né porta blindata che tenga. Cosa possiamo fare di più?“. (fonte La Città)

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