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Oggi si celebra giornata mondiale del cane in ufficio Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

oipa cane in ufficio

Uno studio statunitense conferma che la presenza di un cane al lavoro crea meno stress, maggiore produttività e collaborazione tra i colleghi. Addirittura, a Tokyo, un’importante società ha “assunto” diversi gatti cerca-famiglia che possono scorrazzare liberamente tra gli uffici e strappare un sorriso ai lavoratori. In Italia, alcune importanti aziende hanno organizzato e regolamentato delle zone dove è possibile recarsi al lavoro con i propri animali, garantendo la sicurezza dei lavoratori, il benessere degli animali e, molto probabilmente, l’aumento della produttività, lavorando in un contesto pet-friendly. Alcune aziende, correttamente, organizzano corsi di formazione per ottenere un attestato, il “patentino”, che attesti la capacità del detentore e l’idoneità del proprio cane a essere ammesso sul luogo di lavoro. Infatti, la presenza di un pet in ufficio può rappresentare un’opportunità per migliorare la prestazione e, quindi, produrre di più, ma non solo.

Adozioni incentivate

La possibilità di tenere il proprio animale domestico può incentivare anche le adozioni. Molte persone che vorrebbero accogliere in casa un cane o un gatto, infatti, si limitano per paura, legittima, di lasciarli soli troppe ore. Mentre, se l’animale è tenuto correttamente, nel rispetto degli altri colleghi, dell’igiene e della sicurezza pubblica, non soltanto il lavoratore può sentirsi meglio, ma addirittura può alleggerire le casse comunali liberando tanti quattro zampe dai canili.

Pet Therapy e opportunità di lavoro 

E quando, invece, è il quattro zampe a essere “lavoratore”? Sono tanti gli esempi di animali che quotidianamente sono protagonisti di attività importanti.
Basti pensare alla “pet therapy” negli ospedali o in case di riposo: la presenza di cani e gatti aiuta le persone in difficoltà a sorridere e acquisire comportamenti positivi. Questa attività è anche un’occasione lavorativa, in quanto l’operatore deve seguire un corso professionale specifico che lo autorizzi a esercitare nel settore.

Dai “Cavalli in carcere” ai “Cani poliziotto”

Altro importante esempio è la presenza di animali negli istituti penitenziari: a Bollate, in provincia di Milano, esiste da tempo il progetto “cavalli in carcere” per aiutare i detenuti a imparare attività di scuderia e non solo, al fine di reintrodurli sia nel sociale che nel mondo del lavoro. Di più. Si pensi ai “cani poliziotto” che quotidianamente affiancano gli agenti nella repressione di reati. Tutti animali veri e propri “angeli” che rappresentano un aiuto quotidiano in diverse attività socialmente utili. (fonte Oipa)

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