Montecorvino Pugliano, Di Giorgio:”Spesa Sospesa, per il Comune è ostacolo” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Montecorvino Pugliano. “Chi prova a sfruttare il bisogno della gente non merita nessun rispetto. La solidarietà non ha bisogno di autorizzazioni”. “Ci eravamo riproposti di mantenere fede all’impegno assunto all’inizio di questo mandato consiliare- spiega il gruppo consiliare di minoranza Progetto Comune guidato da Domenico Di Giorgio-consentire a chi aveva ricevuto il più ampio suffragio elettorale, di governare senza nessun impedimento o contrapposizione strumentale di sorta, proprio nel rispetto della piena volontà della stragrande maggioranza degli elettori di questo territorio. Purtroppo, non possiamo fare a meno di rendere pubblici comportamenti che nulla hanno a che vedere con la funzione che si rappresenta. Non è concepibile assistere quotidianamente al costante ed esclusivo utilizzo di ogni singola attività amministrativa, (per quelle poche che ancora si intraprendono), alla mera finalizzazione elettorale, diretta al maniacale dominio del bisogno per monetizzare consenso. Ed è cosi, che perfino la solidarietà è diventata esclusiva, si proprio cosi, ci è capitato di assistere in questo momento storico, anche a questo. A seguito della iniziativa assunta dal nostro gruppo consiliare, grazie alla partecipazione e disponibilità di numerose attività commerciali del Comune, chiamata “Spesa Sospesa”, si è scatenata l’immediata reazione della “Corte dei Miracoli” del nostro Comune, dall’invito rivolto dal presidente del consiglio comunale, Teresa Di Meo, al nostro capogruppo Renato Stabile a desistere sull’iniziativa, in quanto non autorizzata, alle continue azioni di intimazione fatte ai danni delle attività commerciali aderenti, su iniziativa dei “bravi” di “Don Rodrigo” di Manzoniana memoria, i consiglieri: Dello Stritto Grazia, Aversa Carmine. Montella Angelica, Landi Emanuela. e Buonomo Ludovico, al fine di rimuovere le nostre locandine, nonostante nessun provvedimento adottato in merito lo vietasse esplicitamente (Circolare Prefettizia e Ordinanza Sindacale), in quanto nell’iniziativa promossa non si effettuava nessuna attività di raccolta e di distribuzione di generi alimentari. Senza dubbio, tutto questo era consentito in Italia nel lontano 1630 ai tempi dei “I Promessi Sposi”, si comprende che abbiamo fatto tutti un grande balzo indietro nel tempo grazie alle capacità di questa “brava gente”, ma arretrare di quattro secoli francamente parrebbe essere un tantino esagerato. In ogni caso, non crediamo che sia questo il momento di polemizzare, anche perché vista la situazione, ci sono cose ben più importanti a cui dedicare attenzione, aspettiamo solo di conoscere se quanto da noi sostenuto nel recente passato abbia riscontro o rappresenti solo una nostra fantasia, avremo tempi ed occasioni per dedicarci a questi approfondimenti, nel frattempo non possiamo che rammaricarci per il livello cosi basso in cui siamo precipitati”.

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