Felitto. 46enne pestato a sangue: “Massacrato senza un perchè” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Felitto. E’ stato picchiato con inaudita violenza da un gruppo di giovani del posto solo per aver chiesto un’informazione. E’ accaduto nella prima serata di sabato davanti ad un locale pubblico in pieno centro urbano. Il pestaggio è continuato anche dopo, fino a quando la vittima non è rimasta a terra incosciente.

A raccontare quei momenti drammatici è Giancarlo G. 46enne, finito nella rete di tre balordi, colpito con calci e pugni, ricoverato in ospedale per le lesioni riportate soprattutto al viso. Giancarlo risiede a Capaccio Paestum ma, da quando è iniziata la pandemia, vive insieme con il padre a Felitto dove si è consumata l’aggressione. “ Prima di tutto va chiarito – racconta Giancarlo, ricordando quei terribili momenti – che non conosco assolutamente i giovani, che mi hanno picchiato. Non ho mai avuto rapporti con loro. Per questo motivo davvero non riesco a comprendere la causa, che ha scatenato tanta rabbia nei miei confronti. Ho avuto l’impressione che, in qualche modo, per un motivo a me sconosciuto, avessero pianificato l’aggressione”. Il tutto, stando a quanto racconta, sarebbe partito da una semplice domanda, che avrebbe fatto ad uno dei ragazzi davanti al locale. “ Ho solo chiesto se avessero visto un mio amico che stavo cercando – spiega Giancarlo – pochi secondi e mi hanno aggredito. Erano in cinque, solo tre di loro hanno iniziato a pestarmi, mentre gli altri due se la ridevano senza intervenire. Il pestaggio è iniziato davanti al locale con calci pugni e minacce”. Giancarlo vista la situazione ha pensato bene di non reagire, per evitare che peggiorasse ulteriormente. E, così si è messo in macchina e si è allontanato per fare rientro a casa. Gli aggressori non soddisfatti, lo hanno seguito e costretto a fermarsi. “Mi hanno bloccato e fatto scendere dall’auto davanti ad un’officina meccanica e qui hanno continuato a picchiarmi per poi lasciarmi andare. Pensavo che fosse finalmente finita – sottolinea Giancarlo – ma non è stato così. Mi hanno nuovamente raggiunto e bloccato. Con violenza hanno continuato a darmi calci e pugni, sono finito a terra, mi hanno colpito soprattutto sul viso e in testa. Ho cercato di proteggermi, continuavo a chiedergli il perchè. Ad un certo punto ho perso i sensi. Solo quando mi hanno visto a terra svenuto si sono allontanati. Non so quanto sono rimasto privo di sensi forse una trentina di minuti. Quando mi sono svegliato mi sono rimesso in auto e sanguinante sono tornato a casa”. Dopo una notte insonne, Giancarlo domenica mattina si è fatto accompagnare in ospedale a Roccadaspide, da qui è stato trasferito ad Eboli. “Ho riportato un trauma cranico, facciale con fratture e orbitale e devo fare dei controlli per eventuali danni all’udito. Un atto di violenza gratuito e senza un perchè”, conclude. La vittima ha denunciato i tre aggressori e procederà con una richiesta di risarcimento per i danni subiti visto le gravi lesioni riportate. La notizia ha creato grande sconcerto nella piccola comunità di Felitto.

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