Albanella. Eseguita autopsia su presunto corpo Gaudiano Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Albanella. Nessun segno di violenza e lesioni evidenti sul corpo in forte stato di decomposizione. Da quanto ha accertato il medico legale, la morte risalirebbe a circa un mese dal rinvenimento. Sono queste le indiscrezioni emerse, a seguito dell’esame autoptico, eseguito sul presunto corpo di Peppino Gaudiano, il 51enne scomparso dal 12 dicembre scorso.

L’autopsia è durata diverse ore, si è conclusa poco prima delle 16 ed è stata effettuata presso la sala mortuaria dell’ospedale di Eboli. Il medico legale entro sessanta  giorni dovrà comunicare alla Procura le risultanze. Tra queste anche quelle relative all’esame del Dna, che consentirà di identificare in modo certo che il corpo è quello di Gaudiano. Sebbene sono diversi gli elementi e gli indizi, che fanno supporre  si tratti proprio del meccanico 51enne albanellese. Lo stato di deterioramento del corpo farebbe ipotizzare che la morte sia avvenuto subito dopo la scomparsa. A questo punto, mancando lesioni evidenti e segni di violenza la pista da seguire potrebbe essere quella del malore. E’ stato ritrovato il 10 gennaio  alla fine di un fondo destinato ad uliveto sovrastante un altro terreno divisi da una siepe di rovi. Per raggiungere l’area bisogna camminare a piedi per diverse centinaia di metri. L’accesso è quello sulla Provinciale 11, che attraversa tutto il comune di Albanella, dove è collocata anche una sbarra in ferro. Nel terreno, di proprietà di una persona del posto, sono presenti solo delle piante di ulivo. E, si ci accede e per effettuare la raccolta conclusa prima della presenza del corpo altrimenti sarebbe stato avvistato. Il 51enne è stato visto l’ultima volta  lo scorso 12 dicembre. Il luogo del rinvenimento si trova a poca distanza dalla sua abitazione, circa 650 metri, che insiste proprio sulla strada provinciale 11 in via Roma. Se si trattasse proprio di Gaudiano resta comunque un giallo sul perché si trovasse in quel terreno. Quando si avranno tutti i risultati dell’esame autoptico e dei test istologici  potrà essere fatta luce su tutta la vicenda. In primis il dna consentirà di identificare e dare un nome a quel corpo rimasto per circa un mese in quel uliveto. Il corpo fino a quando non sarà identificato resterà alla sala mortuaria dell’ospedale di Eboli. Solo allora potrà essere consegnato ai familiari.  Una vicenda che ad Albanella ha creato grande sconcerto.

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