Abanella. Abusi su figlia, padre assolto, ex moglie condannata per calunnia Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

La 51enne aveva denunciato ex coniuge per abusi sessuali, condannata a 11 mesi di reclusione

Albanella. L’ex marito è stato assolto, dopo un inferno durato sette anni,  dall’infamante accusa di abusi sessuali sulla figlia minorenne.  Ad un anno da quella sentenza, S.D.M. 51 anni, che aveva denunciato l’ex coniuge,  è stata condannata dal Tribunale di Salerno  a 11 mesi, pena sospesa, per calunnia.

Ad assistere l’uomo nel procedimento giudiziario, l’avvocato Maria Iuliano. La vicenda prende il via nel 2013 quando i coniugi, genitori di due figlie, una maggiorenne e sposata e l’altra di sette anni, decidono di separarsi. La donna con numerose denunce inoltrate all’autorità giudiziaria sia di Salerno che Bologna, dove ha vissuto per qualche tempo, “ accusava falsamente l’ex marito G.P. 57 anni pur sapendolo innocente”, si legge nel dispositivo. Oltre ai presunti abusi lo accusava di porre in essere condotte persecutorie nei suoi confronti (mediante pedinamenti, messaggio, minacce costanti, appostamenti). Per poi smentire durante le indagini “non ho mai subito pedinamenti o  violenze di qualsiasi tipo”.  Nel 2016 lamentava falsamente di non aver ricevuto l’assegno di mantenimento sporgendo,  in più di un’occasione,  querela contro l’ex.  Nello stesso anno, nel mese di settembre,  la denuncia nei confronti dell’ex coniuge  per corruzione e  atti sessuali con minorenne ai danni della loro figlia. Vicenda quest’ultima che si è conclusa il 28 gennaio del 2020 con una sentenza di assoluzione in primo grado  per G.P.  “ per insussistenza del fatto contestato anche  sulla scorta della contraddittorietà e della inattendibilità della teste” . All’imputata sono state applicate le attenuanti generiche. Una vicenda, che ha rappresentato un vero incubo per il 57enne accusato di “mostrare alla figlia minore di 7 anni materiale pornografico,  al fine di indurla a compiere o a subire atti sessuali. E di aver compiuto almeno in due occasioni atti sessuali sulla figlia”. Tutte accuse smontate dalla difesa dell’uomo. Anche gli stessi assistenti sociali e psicologi nominati dalla Procura, in fase di incidente probatorio, non avevano creduto alla versione fornita dalla donna. Tanto che lo stesso pm nel corso dell’ultima udienza del processo, aveva chiesto l’assoluzione dell’uomo, che perse il lavoro rimanendo disoccupato a causa di quelle accuse infamanti. L’impresa di costruzione di cui era titolare  venne chiusa  in quanto nessuno gli commissionava un lavoro. Per lui insomma è stato un vero incubo. Dopo l’assoluzione ha ottenuto l’affidamento congiunto della bambina, che vive con lui ad Albanella. E’ stato infatti,  revocato l’affidamento esclusivo alla madre. L’altra figlia sposata, con la quale il papà ha ottimi rapporti, vive al Nord.  Il 57enne sta cercando di ricominciare dopo tutto quello che ha passato, e ha ripreso a lavorare. In corso il procedimento per il divorzio.

 

 

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