Salerno, evasione fiscale: sequestro preventivo beni per 600 mila euro Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Salerno. Nella giornata del 20 febbraio scorso, i finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso nei confronti di alcune società operanti nel settore della grande distribuzione alimentare, facenti capo ad una nota famiglia di imprenditori salernitani che gestiscono una serie di supermercati dislocati in vari punti del capoluogo, indagati, in concorso tra loro, per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Il provvedimento – eseguito a conclusione di una complessa indagine condotta dal gruppo della guardia di finanza di Salerno e diretta da questa Procura della Repubblica – è stato emesso dal GIP del Tribunale di Salerno. Le indagini eseguite dalle fiamme gialle hanno permesso di accertare che, per evitare il pagamento delle maggiori imposte sui redditi ed IVA accertate nel corso di una precedente attività di verifica dell’ Agenzia delle Entrate di Salerno, nei confronti di una delle società coinvolte, gli imprenditori indagati avevano posto in essere una serie di operazioni fraudolente e simulate da cessione di rami d’azienda, rendendo così inefficace — o quantomeno difficoltosa – la procedura di riscossione coattiva avviata dall’amministrazione finanziaria per il recupero delle somme dovute a titolo di imposte e sanzioni. Nel corso delle attività investigative è emerso che, secondo uno schema ben consolidato, D.L., dominus di fatto delle aziende facenti capo al gruppo imprenditoriale, con la collaborazione dei congiunti, aveva formalmente provveduto a “smembrare” la società, attraverso la cessione di quattro rami d’azienda ad altrettante società, sulla carta autonome, ciascuna chiamata a gestire un supermercato, tutte riconducibili al medesimo nucleo familiare. La complessa attività svolta ha permesso di ricostruire l’organigramma societario, i cui responsabili e soci sono tutti collegati da vincoli di parentela; ad essi sono stati notificati i quattro avvisi di garanzia. Oltre al sequestro dei beni e delle attrezzature rinvenuti nei punti vendita, per un valore di oltre 600.000 euro, nel corso delle attività sono stati pure individuati 6 lavoratori “in nero”. Per salvaguardare la continuità lavorativa e i livelli occupazionali esistenti, oltre al provvedimento di sequestro, il GIP ha provveduto alla nomina di due amministratori giudiziari, ai quali sono stati affidati gli stessi punti vendita, per garantire la prosecuzione delle attività commerciali. L’operazione di servizio, svolta in sinergia con questa Autorità Giudiziaria, testimonia ancora una volta l’importante ruolo della guardia di finanza quale Forza di Polizia economico — finanziaria, nel contrasto agli illeciti in danno dell’Erario ed a tutela del tessuto economico del Paese.

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