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[VIDEO] Uscito videoclip “Our Garden” band Enjoy the Void Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

«Nel Gorgia di Platone, Socrate dice che il piacere che si prova nel bere deriva dal dolore della sete. L’essenza del desiderio sta nella mancanza: ci alziamo dal letto, ci muoviamo, compiamo azioni perché siamo incompleti… Tutto quel che esiste si muove perché ‘desidera’, ossia ha una mancanza. Tale mancanza io la chiamo Vuoto. È grazie ad esso che desideriamo e quindi viviamo (se fossimo completi non faremmo nulla, non cercheremmo nulla, non proveremmo nulla). Perciò il Vuoto non va demonizzato o scacciato, bensì va amato e apprezzato. Enjoy the Void significa proprio questo».

Gli Enjoy the Void sono un progetto musicale neonato che ruota attorno alla figura del cantante e compositore calabrese Sergio Bertolino.

Diventati una band a tutti gli effetti dall’incontro del cantautore con i musicisti della BAM! di Sapri (SA), gli Enjoy the Void hanno da poco terminato le registrazioni di un primo album omonimo, registrato presso gli studi della BAM! da Giovanni Caruso e masterizzato agli Aemme Recording Studios di Lecco da Salvatore Addeo.

«Ho iniziato a costruire l’album a Torino, attingendo anche da vecchie composizioni, ma il grosso del lavoro l’ho svolto in Inghilterra, precisamente a Manchester: ho arrangiato quasi tutto là. Tornato in Italia sono andato a trovare un amico a Sapri (Tony Guerrieri, con cui già avevo suonato a Torino). Lui mi ha introdotto alla BAM! e ai musicisti che la frequentano. Ho fatto ascoltare i miei pezzi e sono piaciuti. Mi hanno proposto di registrare l’album. Sinceramente non era una cosa a cui pensavo. Il disco era pronto, ma non avevo in mente di farci niente, almeno per il momento; sono stati loro a spingermi. All’inizio gli attuali membri del gruppo dovevano solo aiutarmi nelle registrazioni, ma il progetto ha coinvolto tutti, ben più di quanto mi aspettassi. Si è creata una strana alchimia, un legame e un entusiasmo fortissimi, e ne ero felice. Da lì l’idea di formare una band. Con Tony, il bassista, ci conosciamo e suoniamo da 10 anni. Gli altri li conosco da circa 4 anni, ma ormai il rapporto è tale che li considero veri amici. Il batterista è Francesco Magaldi, i due chitarristi sono Domenico Anastasio e Giuseppe Bruno, e poi c’è Giovanni Caruso, il fonico, che si è occupato delle registrazioni dell’album, membro a tutti gli effetti degli Enjoy the Void, elemento importante per il nostro sound. Sono tutti di Sapri, tranne me, che vengo da Reggio Calabria».

Come primo estratto (che va ad anticipare l’uscita dell’album) è stata scelta “Our Garden”, una ballad dai toni malinconici.

«Il disco è molto variegato. Ogni canzone, sia in senso musicale che testuale, è un mondo a sé, ha una propria atmosfera e un arrangiamento che si adatta al contenuto, per cui non è stata per niente una scelta facile. La cosa fondamentale era che il primo singolo piacesse a quanta più gente possibile, così ho girato a diverse persone i 5, 6 pezzi che ritenevo adeguati allo scopo e la maggioranza ha consigliato Our Garden.

Il brano è nato a Torino, nel periodo in cui vivevo lì, credo 6 o 7 anni fa, ed è rimasto in cantiere per parecchio tempo (in versione piano e voce), ma sapevo che prima o poi ci avrei lavorato seriamente; sentivo che l’arrangiamento necessitava di altre componenti… Quando l’ho composto ero innamorato di una ragazza. Non lo ero mai stato prima, né avevo mai scritto una canzone d’amore.

Our Garden parla di quella fase, la fase iniziale, in cui l’amore è tutto e il resto non conta. È lo stadio ‘idealizzante’ dell’amore: la realtà è quasi messa da parte e si vive in una sorta di universo parallelo dove esiste solo la coppia. Come si dice?, due cuori e una capanna… una cupola impermeabile ai fattori esterni, una torre d’avorio. Benché il pezzo sia nato da una situazione vissuta direttamente, affronta il tema dell’amore in senso generale, oserei dire ‘universale’. Un discorso che può valere per tutti, un momento che ognuno di noi ha attraversato quando gli è capitato di innamorarsi. È fondato sull’idea secondo cui l’amore, nella sua accezione più ampia, è l’unica cosa per cui valga la pena di lottare, vivere e morire».

Prodotto da Bam Factory, il videoclip, presentato in anteprima esclusiva sulle pagine di Sentireascoltare, è stato scritto e diretto da Pasquale Dipino, mentre le riprese e il montaggio sono stati affidati a Gianfranco Mandola, e vede come protagonisti Gemma Conforti e Giovanni Caruso.

«Non volevamo realizzare il classico videoclip in cui la band finge di suonare – spiega il regista – perciò si è pensato a un ‘corto musicale’ che raccontasse l’atmosfera e il contenuto del brano, senza coinvolgere i membri della band. Nel video sviluppiamo una narrazione a parte, totalmente indipendente. L’idea mi è stata suggerita dal taglio malinconico del pezzo. Ho pensato di riprendere il tema stilnovista della ‘donna angelo’, una figura di donna idealizzata che servisse al protagonista per conquistare un nuovo stato di coscienza, che lo aiutasse a liberarsi dalle paure, dai legacci del passato, da una condizione esistenziale insoddisfacente. Tutto, in sostanza, è una sua ‘proiezione’. Quello che succede non è reale, accade solo nella sua mente».

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   Messo in luce a fine '800 e situato nella Regio I degli scavi (Insula 5), l'impianto conciario, si legge in una nota, fu identificato come tale sulla base delle testimonianze epigrafiche, degli utensili rinvenuti nel corso dello scavo, oltre che dagli apprestamenti produttivi, molto simili a quelli in uso nelle concerie medioevali e moderne. L'idea progettuale di base si ispira al modello del "museo diffuso", già sperimentato con successo a Pompei, che prevede il restauro e il riallestimento con vetrine espositive, pannellistica e supporti multimediali, dei locali adibiti alla lavorazione delle pelli, al fine di consentire al visitatore di comprendere le modalità con cui si svolgeva in antico il processo di lavorazione delle pelli.  Il progetto, prevede anche la risistemazione del cosiddetto vicolo del Conciapelle, al fine di ripristinarne la percorribilità. Il progetto sarà realizzato nel corso del 2019, al termine dell'intervento di messa in sicurezza che interesserà le Regiones I-II e III, previsto dal Grande Progetto Pompei. Il contratto di sponsorizzazione prevede il finanziamento di interventi per un importo complessivo stimato di 161.550,00 euro.

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