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Castellabate, Torre Punta Licosa diventabene interesse storico Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

punta licosa

La Torre di Punta Licosa è stata dichiarata ufficialmente di “interesse storico-artistico particolarmente importante” dalla Commissione della Regione Campania del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. I resti murari visibili oggi mostrano il perimetro e lasciano intravedere le tracce della volta del primo livello di una delle innumerevoli torri che caratterizzano il paesaggio costiero dell’Italia Meridionale, utilizzate per l’avvistamento delle navi nemiche e per trasmettere i segnali di pericolo alle altre torri del promontorio. Con decreto n. 387 del 1 febbraio 2018, la Commissione Regionale per il Patrimonio culturale della Campania, ha sottoposto l’area – già dichiarata di importante interesse archeologico – a rigide disposizioni di tutela, accogliendo la proposta della Soprintendenza Archeologica belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino. La torre, rivolta in direzione dello splendido isolotto, sorge proprio sulla costa frastagliata di scogli del Capo di Licosa. Venne costruita in un punto strategico dal quale è possibile osservare tutta la riva settentrionale del Cilento, da Santa Maria fino alla torre di Tresino, mentre in direzione di Ogliasto Marina si scorge la torre di Cannitiello e in lontananza il tratto di costa fino ad Acciaroli.

Grande soddisfazione del Sindaco di Castellabate Costabile Spinelli: «Un provvedimento che è in sintonia con l’attenzione che l’amministrazione comunale rivolge alla salvaguardia e alla valorizzazione della bellezza. Questa dichiarazione d’interesse culturale rappresenta uno stimolo ulteriore a preservare le nostre ricchezze paesaggistiche in un’area meravigliosa come quella protetta di Punta Licosa e in uno scenario naturalistico tra i più interessanti del Cilento».

 

 

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(ANSA) - NAPOLI, 15 GIU - Come si lavorava la pelle a Pompei? Il processo di concia, una delle tante attività artigianali praticate a Pompei, sarà reso chiaro e comprensibile ai visitatori attraverso il riallestimento della più grande conceria finora nota dell'antica città. I locali dell'impianto adibiti alla lavorazione saranno oggetto di interventi di restauro e valorizzazione, grazie alla collaborazione tra il Parco archeologico e l'Unione Nazionale Industria Conciaria (UNIC), che ne ha sponsorizzato il progetto.
   Messo in luce a fine '800 e situato nella Regio I degli scavi (Insula 5), l'impianto conciario, si legge in una nota, fu identificato come tale sulla base delle testimonianze epigrafiche, degli utensili rinvenuti nel corso dello scavo, oltre che dagli apprestamenti produttivi, molto simili a quelli in uso nelle concerie medioevali e moderne. L'idea progettuale di base si ispira al modello del "museo diffuso", già sperimentato con successo a Pompei, che prevede il restauro e il riallestimento con vetrine espositive, pannellistica e supporti multimediali, dei locali adibiti alla lavorazione delle pelli, al fine di consentire al visitatore di comprendere le modalità con cui si svolgeva in antico il processo di lavorazione delle pelli.  Il progetto, prevede anche la risistemazione del cosiddetto vicolo del Conciapelle, al fine di ripristinarne la percorribilità. Il progetto sarà realizzato nel corso del 2019, al termine dell'intervento di messa in sicurezza che interesserà le Regiones I-II e III, previsto dal Grande Progetto Pompei. Il contratto di sponsorizzazione prevede il finanziamento di interventi per un importo complessivo stimato di 161.550,00 euro.

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