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“Verso Paestum”: incontro su progettazione partecipata area Parco Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

verso paestum

Capaccio Paestum. Per applicare sul territorio pratiche di innovazione e modelli di progettazione partecipata e dare vita, nell’area di attrazione del Parco archeologico di Paestum, a progetti collaborativi tra imprese e istituzioni culturali e creative, “Innesta Innovazione” ha organizzato l’incontro pubblico “Verso Paestum” che si terrà giovedì 27 aprile 2017 dalle 16.30 alle 19 alla Marina di Agropoli nel Palazzo civico delle arti. 

Il Parco archeologico di Paestum, iscritto dal 1998 nella lista del Patrimonio culturale mondiale dell’Unesco, è un luogo di cultura che per il suo rilievo internazionale è uno dei grandi attrattori culturali che le politiche nazionali e regionali in tema di turismo, cultura ed ambiente considerano rilevanti quantomeno per l’attrattività turistica ed il posizionamento competitivo della Campania, una delle Regioni meno sviluppate d’Italia insieme a Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Qui si conserva ciò che resta dell’antica città di Poseidonia, fondata nel VI secolo dai Greci come centro commerciale marittimo, che i Romani chiameranno Paestum.

Le mura dell’antica città greca, a forma poligonale con quattro grandi porte, cingono quasi completamente Paestum, dove erano presenti un Foro, interi quartieri urbanizzati, edifici religiosi e i tre templi di Hera, il più antico, il Tempio di Cerere, in realtà dedicato ad Atena, del 510 a.C., il Tempio di Nettuno, il più grande dei tre, che risale al 450 a.C. L’area oggi visitabile rappresenta soltanto un piccolo settore della città antica, il cui perimetro (4.750 metri) è definito dal circuito, ben conservato, delle mura di cinta in blocchi di calcare dotate di 28 torri e di quattro porte principali: Porta Aurea a nord, Porta Sirena ad est, Porta Marina ad ovest e Porta Giustizia a sud.

Con la recente riorganizzazione del Ministero per i Beni, Attività culturali e Turismo, il Museo di Paestum, è diventato un Museo di interesse nazionale, diretto in piena autonomia gestionale e finanziaria dall’archeologo Gabriel Zuchtriegel, la cui innovativa linea d’intervento prevede tra l’altro che l’arte contemporanea dialoghi con l’arte antica e l’architettura. Le politiche e le strategie nazionali in materia di “Cultura e Sviluppo”, concordate anche con la regione Campania, puntano a superare entro il 2020 le condizioni di sottoutilizzo di Paestum Grande Attrattore Culturale e a rafforzarne la capacità di attrazione, allo scopo se non altro di determinare flussi più consistenti di domanda turistica e di fruizione culturale di qualità, adeguati anche a sostenere e a promuovere l’insediamento sul territorio di attività (imprenditoriali e del terzo settore) della filiera delle imprese creative e culturali.

L’ambito territoriale di pertinenza del grande attrattore Paestum definisce inoltre un’area di attrazione culturale di scala sovracomunale che comprende il comune in cui è localizzato l’attrattore e i comuni a questo più prossimi, dove sono presenti altre risorse territoriali (altri beni culturali di minore visibilità, risorse naturalistiche, beni e attività della cultura materiale, produzioni tipiche e della tradizione, competenze, ecc.) che, opportunamente valorizzati, possono esercitare reciprocamente effetti positivi e sinergici e generare valori sia culturali che economici per il contesto locale, rafforzando quindi processi e dinamiche di sviluppo sostenibile. L’area comprende  quindi oltre a Capaccio Paestum (22.016 abitanti), gli altri comuni del Patto territoriale Magna Graecia e cioè Agropoli (20.610 abitanti), Albanella (6.503), Altavilla Silentina (6.997), Giungano (1.249), Roccadaspide (7.354), Trentinara (1.683), per un bacino complessivo di utenza, di 66.412 abitanti, oltre i turisti e i visitatori.

Si tratta del territorio gravitante in antico sull’antica città di Poseidonia/Paestum e che oggi costituisce un ambito archeologico densamente insediato, contraddistinto da un’alta densità di ritrovamenti coevi. Un ambito di paesaggio storico-archeologico (Chora di Poseidonia/Paestum) in cui occorre rafforzare le relazioni funzionali tra area archeologica consolidata, attrezzature museali, siti coevi sul territorio e siti d’epoca eneolitica (Gaudo), pensato anche come circuito di fruizione unitario, attraverso il recupero delle direttrici di collegamento archeologiche sia interne e che esterne (via istmica est-ovest) e la valorizzazione dei siti archeologici minori (tempio di Hera Argiva a foce Sele, siti di Fonte, Capodifiume, Linora, Santa Venere, Agropoli).

Ora, gli interventi da attuare nel Parco archeologico di Paestum si realizzano con progetti volti a determinarne condizioni adeguate di conservazione e valorizzazione e, insieme e contestualmente, qualità di fruizione, attraverso la qualificazione dei servizi per il visitatore. L’attivazione dei potenziali territoriali di sviluppo legati alla cultura prevede invece un sostegno alle attività economiche connesse alle dotazioni culturali, con interventi a favore delle imprese e istituzioni le cui attività sono collegabili alla filiera culturale, secondo una prospettiva che a partire dalla scala minima delle attività produttive originate in modo diretto dalla cultura, si estende a tutto lo spettro di quelle più latamente collegabili al settore culturale, sino ad una visione più estesa ed articolata del sistema culturale e creativo.

Si tratta delle cosiddette Industrie culturali e creative:

1. industrie culturali, artistiche e di intrattenimento, ossia attività che producono beni e servizi culturali destinati ad essere fruiti da un pubblico (come spettacoli, concerti, mostre, esposizioni, fiere d’arte), vale a dire le attività di gestione del patrimonio culturale (musei, siti patrimoniali ed archeologici, biblioteche ed archivi), delle arti visive (pittura, scultura, artigianato, fotografia), delle arti performative o dello spettacolo dello spettacolo (musica, teatro, danza, etc.)

2. industria dei media, ossia attività che producono beni e servizi di informazione e comunicazione destinati ad essere riprodotti per una loro diffusione di massa (nuovi media, web, cinema, audiovisivi, stampa, oltre a radio e televisione).

3. industrie creative, ossia attività per le quali la cultura diventa un input “creativo” al processo di produzione di beni non culturali e cioè le attività di design (sistema moda, design d’interni, progettazione di prodotti, architettura), l’artigianato artistico e la ristorazione di qualità basata su produzioni tipiche o, per dirla con altre parole, la Cultura materiale del Paese Italia: moda, design e artigianato, industria del gusto.

L’incontro del prossimo è aperto alla partecipazione di associazioni, imprese, cittadini, è promosso e organizzato da Innesta Innovazione, in collaborazione con intoCilento, Web Studio, Immaginarti digital & video, MedFest, Archivio delle Culture mediterranee, Archivio laboratorio di Paestum, Flos Carmeli, ExOrto Danza, Biagio Francia e altre realtà territoriali. Scopo dell’incontro è applicare sul territorio pratiche di innovazione e modelli di progettazione partecipata e dare vita, nell’area di attrazione del parco archeologico di Paestum, a progetti collaborativi tra imprese e istituzioni culturali e creative.

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