APP MOBILE VDS

Scarica l'app di Voce di Strada per Android, iPhone e Windows Mobile!

Paestum, convegno “Abitare in Magna Graecia” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

paestum

La Magna Grecia ha restituito delle testimonianze straordinarie delle culture antiche – basti pensare a Metaponto, Paestum, Pompei e Cuma. Tuttavia c’è una lacuna abbastanza macroscopica nella nostra conoscenza: in confronto con altre regioni, come per esempio la Sicilia o la stessa Grecia, sappiamo relativamente poco degli abitati e dell’architettura domestica in epoca preromana. Intanto, nuove ricerche cominciano a fornirci nuove informazioni. Gli scavi stratigrafici, attualmente in corso a Cuma e a Paestum, curati dall’Università degli Studi di Napoli” L’Orientale” e dal Parco Archeologico di Paestum, hanno fornito lo spunto per invitare gli archeologi, che lavorano su contesti abitativi nell’Italia del Sud, a confrontarsi sui nuovi dati e sulle nuove prospettive.

“L’incontro di studio che promuoviamo sull’edilizia domestica in Magna Grecia nasce da una precisa esperienza che, in tempi recentissimi, ha visto protagonisti sia il Parco Archeologico di Paestum che l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”: entrambe le istituzioni, infatti, sono attualmente impegnate in importanti indagini archeologiche”, rammenta il Prof. Fabrizio Pesando, tra gli organizzatori del convengo e autore di numerosi studi sull’architettura domestica in Grecia e nelle città vesuviane.

Il convengo si presenta come prima “puntata” di una serie di incontri sul tema “Abitare in Magna Grecia”: questa volta, sarà affrontata l’età arcaica, ovvero i secoli VIII-VI a.C. Successivi incontri saranno dedicati ad altri periodi. “Speriamo di arrivare almeno fino all’Alto Medioevo” – confessa il direttore del Parco Archeologico Gabriel Zuchtriegel – “anche in una prospettiva di superamento di barriere mentali tra discipline ed epoche. Nella stessa ottica, non abbiamo voluto limitare la discussione alle colonie greche: ci saranno anche testimonianze importanti dal mondo indigeno, come per esempio l’insediamento di Torre di Satriano in provincia di Potenza, scavato da Massimo Osanna, o quello de L’Amastuola nell’entroterra di Taranto.”

Il convegno, aperto a studenti e interessati, si svolgerà il 15 e 16 marzo in due differenti sedi: Napoli (Palazzo Du Mesnil, giovedì 15 marzo, a partire dalle ore 14:00) e Paestum (Museo, venerdì 16 marzo, a partire dalle ore 9:00) e si rivolge, oltre che agli addetti ai lavori, agli studenti dei corsi universitari e a quanti sono interessati a conoscere come si viveva in Magna Grecia durante le prime fasi della colonizzazione.

modal gif

banner-trattoria-angela-sito

banner-buono-fisi

Webp.net-gifmaker (1)

banner_papera_220x180

Box Idrostrade 1

animazione voe di strada - contadina 2

botteghe autore

banner_casasmart_220x180

Capaccio

franco palumbo

Capaccio. Palumbo:”35 milioni in libertà piuttosto che nelle casse del Comune”

Capaccio Paestum. 35 milioni di euro che il Comune di Capaccio Paestum non è ancora riuscito ad incassare per il […]

Locandina_visite_guidate_Mostra_Tuffatore

Il 21 giugno 2018, grande “Festa della Musica” a Paestum

Capaccio Paestum. In occasione della Festa della Musica, manifestazione europea promossa dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali e […]

Cultura

(ANSA) - NAPOLI, 15 GIU - Come si lavorava la pelle a Pompei? Il processo di concia, una delle tante attività artigianali praticate a Pompei, sarà reso chiaro e comprensibile ai visitatori attraverso il riallestimento della più grande conceria finora nota dell'antica città. I locali dell'impianto adibiti alla lavorazione saranno oggetto di interventi di restauro e valorizzazione, grazie alla collaborazione tra il Parco archeologico e l'Unione Nazionale Industria Conciaria (UNIC), che ne ha sponsorizzato il progetto.
   Messo in luce a fine '800 e situato nella Regio I degli scavi (Insula 5), l'impianto conciario, si legge in una nota, fu identificato come tale sulla base delle testimonianze epigrafiche, degli utensili rinvenuti nel corso dello scavo, oltre che dagli apprestamenti produttivi, molto simili a quelli in uso nelle concerie medioevali e moderne. L'idea progettuale di base si ispira al modello del "museo diffuso", già sperimentato con successo a Pompei, che prevede il restauro e il riallestimento con vetrine espositive, pannellistica e supporti multimediali, dei locali adibiti alla lavorazione delle pelli, al fine di consentire al visitatore di comprendere le modalità con cui si svolgeva in antico il processo di lavorazione delle pelli.  Il progetto, prevede anche la risistemazione del cosiddetto vicolo del Conciapelle, al fine di ripristinarne la percorribilità. Il progetto sarà realizzato nel corso del 2019, al termine dell'intervento di messa in sicurezza che interesserà le Regiones I-II e III, previsto dal Grande Progetto Pompei. Il contratto di sponsorizzazione prevede il finanziamento di interventi per un importo complessivo stimato di 161.550,00 euro.

Come si lavorava la pelle antica Pompei? sarà riallestita conceria

Come si lavorava la pelle a Pompei? Il processo di concia, una delle tante attività artigianali praticate a Pompei, sarà […]

zuchtriegel a capaccio capoluogo

Zuchtriegel visita Capaccio vecchia: “Tesoro storico da riscoprire”

Capaccio Paestum. Visita al rudere del vecchio castello a Capaccio capoluogo per il direttore del Parco archeologico di Paestum, Gabriel […]

DP GOMME BANNER WEB

Webp.net-gifmaker

Webp.net-gifmaker

Webp.net-gifmaker (2)

beauty banner

output_fieBuC

Webp.net-gifmaker

ristorante-la-Pignata-banner

2GALBANELLA-GIARDULLO

banner-il-mondo-dei-bimbi

nuovo-banner-mec

nuovo-banner-cerere

ceramiche-ruggiero-banner

BANNER-FARMACIA-PIANTE-WEB

Pagina Facebook Voce di Strada
Canale YouTube Voce di Strada
Profilo Twitter Voce di Strada
Profilo Google Plus Voce di Strada
Contenuti feed RSS Voce di Strada