“Città libera”: “Capaccio è diventato un luna park” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

"Ma l’attrazione principale non è “a rota”. La giostra più gettonata è l’autoscontro"

“Ormai Capaccio Paestum è diventato un grande Luna Park. Ma l’attrazione principale non è “a rota”. La giostra più gettonata è l’autoscontro”, a puntare l’indice contro l’amministrazione del sindaco Franco Alfieri sono i componenti del direttivo di “Città libera Capaccio Paestum”,  Luigi Delli Priscoli,  Marianna Matrone e Lucio Jack Di Filippo con una nota inviata alla nostra redazione.

” Ci avviamo, ci scontriamo e torniamo indietro. E cambiamo direzione. E proviamo a destra, a sinistra. Senza una meta. Cominciamo a montare le sfere geodetiche a Gromola e poi a Licinella. E le lasciamo a metà. Demoliamo il rudere ex Miriam. Facciamo il progetto. Ci viene bocciato. Lo rifacciamo. E lo lasciamo a metà. Acquistiamo l’ex Tabacchificio. Togliamo solo parte dell’amianto. Lo “svendiamo” alla mercé di chiunque gratuitamente. Senza terminare i lavori di rimozione. Senza ristrutturare, senza creare infrastrutture di sostegno. E lo lasciamo a metà. Cominciamo l’opinabile opera del Lungomare di Laura. Ne inauguriamo il primo lotto l’estate scorsa. Ad aprile, a ridosso della prima ondata di turisti, cominciano i lavori del secondo e terzo lotto. A giugno vengono interrotti per ovvi malcontenti degli operatori impossibilitati a ricevere clienti. E lasciamo a metà pure questo. Iniziamo la costruzione dell’Asilo al Rettifilo. Sbagliamo l’iter procedurale. C’è il sequestro. Proviamo soluzioni in una misera “mosca cieca”. A “naso”. E ritorniamo in Consiglio Comunale una volta, due. E lasciamo a metà pure questo. Da cittadini – scrivono nella nota stampa –  ci chiediamo se questa Amministrazione sappia realmente guidare questa città. Se le operazioni amministrative sono ponderate. Se i progetti sostenuti dai tanti mutui abbiano una visione di sviluppo unitario della nostra città. Se le opere godono del sostegno di un piano fattibile di manutenzione. Se le opere portano giovamento all’intera comunità o agli interessi di pochi. Da residenti da sempre in questa città, da contribuenti che pagano le tasse in questa città, da cittadini liberi ed attenti al rispetto della storia, delle leggi, delle procedure è troppo pretendere lo stesso rispetto e la stessa attenzione a chi rappresenta in assise comunale l’intera popolazione ed ha il potere “numerico” del bello e del cattivo tempo? E, in ultimo, la più amara delle considerazioni la vogliamo rivolgere al nostro primo cittadino che in Consiglio Comunale ha affermato che “a chi non gli sta bene ciò che fa, può cambiare addirittura paese”. Signor Franco Alfieri, forse non le è chiaro un concetto: l’ospite in questo territorio è lei. Ed è un ospite voluto da 6400 elettori su 18.000. Poco più di un terzo degli aventi diritto al voto. E quando si entra in casa d’altri, è buona educazione farlo in punta di piedi. Con rispetto”.  

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