Il culto di S.Pietro Apostolo a Capaccio Paestum Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Capaccio Paestum. Molti anni prima del  1246, anno  della rivolta di Capaccio contro Federico II di Svevia , troviamo i Casali di S. Pietro (oggi rione di Monticello) dove risiedevano piccoli nuclei abitati che diedero successivamente  vita alla nuova Capaccio. A questo nucleo abitativo, come è stato accennato in altri scritti, venne attribuita la denominazione di “Casali di San Pietro”. Perché questo nome che identifica il  Principe degli Apostoli  venne attribuito alla zona di Monticello?

Possiamo dedurre che il nome Pietro, dall’aramaico “Kefa” cioè la roccia (termine che troviamo già nel 416 a. C. in un documento di Elefantina), confermi la  protezione  di San Pietro Apostolo sul popolo Capaccese, anche perché l’insistenza di costruire Chiese e Cattedrali in suo onore, (sia in Capaccio Nuovo e sia in Sala nel 1627 ad opera del vescovo Francesco Maria Brancaccio terminata poi nel 1639  dal successore Tommaso Carafa  e divenuta divenuta Cattedrale nel 1677 per opera del Vescovo Andrea Bonito), fa sorgere un’ipotesi  che potrebbe anche essere realistica e cioè che proprio il primo Apostolo Pietro, durante il suo viaggio verso Roma, potrebbe essersi fermato in zona per predicare il Vangelo ai pagani pestani?”. Il Cristianesimo in Paestum era già attivo nel 303 quando presso il fiume Silentum (fiume Sele) ricevette il martirio San Vito  e altri martiri come Candido , Canziano, Canzianello, Proti, Grisogoni, Arteon, Quintilliani, Teodoli, Giocondo e Silvio.

Di San Vito esistono diverse reliquie che sono mantenute ben conservate, come l’avambraccio d’argento datato 1663 custodito presso la Parrocchia di S. Pietro Apostolo in Capaccio, insieme alla Statua raffigurante  S. Vito Martire Pestano ed altre ancora poste nell’ altare della Basilica della Madonna del Granato nel 1708  dal Vescovo di Capaccio  Mons. Francesco Paolo  Nicolai in occasione di un grandioso restauro che elevò San Vito Martire Pestano a Patrono della Città di Capaccio, come  risulta impresso nella lapide del tempo posta a sinistra dell’altare maggiore ove viene riportato quanto segue :

L’ illustrissimo e Reverendissimo Signore Francesco Nicolai Vescovo di Capaccio, originario di Altamura (Ba) della famiglia Messanense, con l’assistenza dei Sacerdoti Capitolari e con il Clero della Regione Cilentana, nel calende di aprile (1 aprile) del 1708, con rito solenne consacrò questa Cattedrale sotto gli auspici di San Vito Martire di Paestum, ripose nell’ altare maggiore le reliquie dello stesso Santo e degli altri Martiri : Vittore – Innocenzo- Valentino – Ilario;  ordinando alla Diocesi di celebrare l’ Ufficiatura Divina nel giorno dell’ anniversario, trasferito al 2 Maggio e concedendo ai pellegrini che avrebbero visitato nello stesso giorno questa Cattedrale l’indulgenza di quaranta giorni. 

Nel territorio di Agropoli, sotto la guida dell’archeologo Piero Cantalupo, sono state trovate nel 1974 diverse testimonianze cristiane, che fanno  supporre l’arrivo dell’Apostolo Paolo anche nella cittadina agropolese, all’epoca denominata Herculam, durante il viaggio che lo conduceva  a Roma per subire il Martirio presso la zona denominata delle tre fontane, ove oggi sorge il Santuario della Vergine  Rivelazione  (costruito per volere di Papa Pio XII° nel 1956 ed attualmente servito dai Frati Minori Conventuali, sullo stesso luogo ove  ebbe le apparizioni, dal 12  aprile 1947,  il veggente  Bruno Cornacchiola).

Ritornando al culto di San Pietro in Capaccio Capoluogo possiamo affermare che fino al 1857 era esistente una Chiesa Recettizia dedicata a San Pietro Apostolo, che fungeva da Vice Cattedrale nell’attuale Piazza Orologio mentre la Cattedrale era la Chiesa di Santa Maggiore (attuale Basilica della Madonna del Granato). Quando questa chiesa crollò, i beni come statue, altari, gli oggetti per il culto ed anche il titolo, passarono alla Chiesa della Confraternita del SS.mo Rosario (attuale Parrocchia di San Pietro Apostolo).

Per diversi anni la ricorrenza del Santo titolare della parrocchia  era rimasta dimenticata e solo grazie alla tenacia del parroco don Vincenzo Fiumara (parroco dal  2015 al 2019) è stata ripresa con Solennità dal 29 giugno 2016. Nell’occasione fu composto anche un inno dal titolo “ A TE PIETRO APOSTOLO SANTO” commissionato dal parroco.

Secondo gli attributi iconografi San Pietro non ha mai portato la tiara papale come si presenta nella foto della statua. Solamente a partire dal 1400, gli scultori hanno iniziato ad usare la tiara (come afferma uno scritto in mio possesso).  L’attuale a statua assomiglia molto a San Silvestro che è stato uno dei primi a portare la tiara, così come afferma anche il prof. Gaetano Puca.

Una statua molto simile a questa che a Capaccio viene venerata come S. Pietro, la troviamo riprodotta in foto a Sacco e raffigurante proprio San Silvestro che è il Santo Patrono del detto paese.

(a cura di Antonio Ragni)

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