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“Fondazione Paestum”: come sostenere le attività culturali Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

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Capaccio Paestum. La Fondazione Paestum ha esordito esattamente 25 anni fa. Oltre ai tradizionali cicli di conferenze, le pubblicazioni divulgative e quelle scientifiche, abbiamo, l’ente ha varato, da due anni, il ciclo dei “Dialoghi sull’archeologia della Magna Grecia e del Mediterraneo” che stanno riscuotendo un notevole successo (dal 16 al 18 novembre prossimi si terrà la III edizione) e, da quest’anno, i ‘venerdì’ della Fondazione nel corso dei quali diversi studiosi (molti giovani) discutono i risultati delle loro ricerche o si confrontano su temi oggetto dei loro studi in corso.

“Grazie alla cortese disponibilità dell’amministrazione comunale – ha dichiarato il presidente Emanuele greco – la Fondazione ha una nuova casa; avendo dovuto lasciare i locali di Palazzo de Maria, accanto al Museo di Paestum, dove eravamo ospiti provvisori dell’Azienda di Turismo, oggi siamo alloggiati nei locali al I piano della stazione ferroviaria di Paestum con la nostra biblioteca di circa 3000 libri ed una sala per i seminari.  Non altrettanto allegra è la nostra situazione finanziaria. La Fondazione, come sai, vive del solo modesto contributo che viene dagli iscritti. Oggi più che mai abbiamo bisogno del sostegno di tutti per continuare a svolgere la nostra attività in un territorio tradizionalmente povero di punti di riferimento culturali. Abbiamo più volte ribadito la nostra ferma convinzione di esercitare un servizio che fosse ben lungi dall’identificare la Fondazione con una Pro Loco. Se ci muoviamo entro l’orizzonte della storia antica lo facciamo partendo da Paestum, una realtà storica che non ha bisogno di molti discorsi, ma guardando al Mediterraneo, senza disdegnare i legami dell’antico con la cultura contemporanea.Grazie, se con il tuo contributo vorrai darci un segno di assenso alle attività della Fondazione”.

Per chi volesse contribuire, ecco l’Iban della Fondazione:

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BIC (SWIFT) :  ICRAITRRBZ0:

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(ANSA) - CAMEROTA (SALERNO), 12 OTT - Una collana in pasta vitrea risalente all'età del Bronzo finale: sarebbe il primo ritrovamento del genere in Campania. E' quanto hanno scoperto i ricercatori dell'Università di Siena presso la  "Grotta della Cala", nel Comune di Camerota, in Cilento.
   La scoperta è avvenuta durante la campagna di scavo avviata lo scorso otto ottobre dai ricercatori dell'Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia del Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell'Ambiente dell'università di Siena, in collaborazione con la Soprintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Provincie di Salerno e Avellino e con il sostegno dell'amministrazione comunale di Camerota. Al centro dello scavo, come avviene ormai da anni, la "Grotta della Cala", sito preistorico di importanza internazionale noto soprattutto per le sue evidenze paleolitiche. I resti della collana, risalente al periodo del Bronzo finale, realizzata in pasta vitrea e ambra, sono stati rinvenuti nella camera più interna della cavità, accanto a frammenti di ceramica e a resti umani. Finora sono state recuperate più di venti perle, ma con il proseguimento dello scavo i ricercatori si attendono ulteriori rinvenimenti.
   La scoperta è di grande interesse, poiché alcune perle della collana sono riconducibili per tipologia a quelle provenienti dall'abitato di Frattesina (XII-XI secolo a.C.) e permettono di attribuire l'intero contesto all'età del Bronzo Finale, finora non segnalato alla "Grotta della Cala". Si tratterebbe, ad oggi, dell'unico ritrovamento del genere per l'intera regione Campania. "Siamo emozionati per questa sensazionale scoperta - ha commentato l'assessore alla Cultura di Camerota, Teresa Esposito - E' un traguardo importante, che aggiunge un tassello indispensabile per la promozione di questi luoghi incantati". "Il successo che stiamo raccontando oggi - ha aggiunto il sindaco di Camerota, Mario salvatore Scarpitta - è il frutto di un lavoro di squadra, una c

Camerota. Ritrovata collana età del Bronzo nella grotta della Cala

Una collana in pasta vitrea risalente all’età del Bronzo finale: sarebbe il primo ritrovamento del genere in Campania. E’ quanto […]

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