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Salernitana-Benevento: i granata perdono il derby all’Arechi Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

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SALERNITANA (3-4-2-1): Micai; Perticone (12’ st Rosina), Migliorini, Gigliotti; Casasola, Minala (31’ st Di Gennaro), Di Tacchio, Lopez; D.Anderson, A.Anderson (34’ st Calaiò); Jallow. A disp: Vannucchi, Pucino, Bernardini, Mantovani, Vuletich, Memolla, Schiavi, Orlando, Mazzarani. All. Angelo Gregucci

BENEVENTO (3-5-2): Montipò; Volta, Antei, Caldirola (40’ st Tuia); Letizia, Del Pinto (35’ st Viola), Crisetig, Buonaiuto, Improta; Insigne, Coda (42’ st Armenteros). A disp: Gori, Zagari, Di Chiara, Tello, Maggio, Gyamfy, Goddard, Ricci, Asencio. All. Christian Bucchi

ARBITRO: Sig. Eugenio Abbattista di Molfetta (Cipressa/Colarossi) IV uomo: Cosso

NOTE. Marcatori: 4’ st aut. Micai (B); Ammoniti: Lopez, Minala (S), Coda, Volta (B); Angoli: 9-6; Recupero: 0’ pt – 5’ st; Spettatori: 9795.

Non è il freddo, è la Salernitana che abbassa le temperature. I granata perdono all’Arechi il derby con il Benevento offrendo l’ennesima partita abulica, scialba, senza luce. L’ennesima partita da Salernitana. La squadra di Gregucci non ha la benché minima idea di come stare in campo, attaccare con efficacia, far girare il pallone. Non riescono le cose più elementari e in più c’è anche autolesionismo. Perché oggi probabilmente il risultato più giusto era lo 0-0, perché il Benevento non è brillante come al solito. Ma Micai si fa gol da solo (autogol che avrebbe fatto le fortune della Gialappa’s) e regala i tre punti alle streghe che per la prima volta nella storia vincono all’Arechi. Playoff? Forse meglio guardare verso il basso e cominciare a pensare di portare a casa la salvezza.

LA CRONACA. Il Benevento ci mette qualità, Gregucci sceglie l’agonismo. Il tecnico pugliese schiera una Salernitana fisica e aggressiva, senza Di Gennaro e Rosina ma con Minala e ancora i due Anderson dietro Jallow. Scelta che non paga, perché le streghe controllano la partita a proprio piacimento. Bucchi deve fare a meno di Tello e Bandinelli, ma non è un problema. L’ex attaccante del Napoli conferma il 3-5-2, avvicinando Insigne a Coda e schierando Del Pinto a centrocampo a pensare con Crisetig. I filosofi della mediana sannita ingarbugliano Di Tacchio e Minala sin dai primi minuti di gioco, con fraseggio stretto e gioco vivace. L’ordinario per quasi tutte le squadre di Serie B, una chimera per la Salernitana.

Il primo tempo dell’Arechi, però, è noioso. Il Benevento arriva facilmente negli ultimi 30 metri di campo ma fatica a verticalizzare. Succede due volte nel primo tempo: dopo dieci minuti (Improta cicca col mancino), e al 21’ con il mancino a salve di Coda dal limite. Ritmi bassi, la Salernitana non è capace di alzarli e al Benevento sta bene così. Il primo tempo dei granata inizia e finisce con un bel movimento di Djavan Anderson a superare Caldirola, poi André Anderson sul cross dell’omonimo di testa non spaventa Montipò (24’). Poi il vuoto più assoluto. Il Benevento concede anche un po’ di possesso al cavalluccio in versione però gamberetto: palla sempre all’indietro fino a che l’ultimo uomo, uno dei tre centrali (pacchetto confermato rispetto alla gara di Padova) è costretto a buttare il pallone. Jallow non la vede mai, André Anderson si nasconde. E le idee non ci sono.

Con il passare dei minuti il Benevento prende campo e fiducia, grazie anche alla verve di Buonaiuto che si mette tra le linee e manda in confusione la difesa della Salernitana. Coda fa il solito lavoro sporco, fa a botte, serve i compagni, calcia in porta. Di testa la 27’ l’occasione più pericolosa, nella ripresa un errore grossolano che avrebbe portato sul 2-0 Bucchi. Letizia e Insigne cercano il bersaglio ma non lo trovano. E allora in una giornata dove gli attaccanti giallorossi sono poco ispirati, ci pensa la Salernitana a farsi gol da sola. Al 4’ della ripresa Insigne crossa, Micai esce senza pressione e sconfiggendo ogni legge della fisica riesce a far carambolare il pallone in porta per lo stupore dei 9mila dell’Arechi, dato gonfiato però dai 2mila tifosi ospiti.

Gregucci prova subito a correre ai ripari inserendo Rosina, ma neanche il fantasista calabrese riesce a cambiare il volto di una squadra che appare impaurita e spaesata. Al 17’ Coda grazia Micai, la Salernitana invece resta a guardare. E non tira mai in porta. Di Gennaro entra a un quarto d’ora dalla fine, poi è il turno di Calaiò. Tutto vano. Il Benevento è troppo più forte per andare in difficoltà, la Salernitana troppo poco in partita per cercare di riaprirla. La squadra di Gregucci colleziona angoli e nulla più. Impossibile pensare di poter giocare a questi livelli proponendo un calcio così scadente. Terza sconfitta consecutiva in casa, quarta nelle ultime cinque partite. Numeri da retrocessione.

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