Salerno, curva contagi risale. Cisl Fp: “Più personale qualificato” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Salerno. L’età media dei contagiati dal Covid-19 si è abbassata. Alcuni pazienti, più gravi di altri, avrebbero bisogno di assistenza di grado più elevato“. A dichiararlo è Raffaele Iannone, segretario aziendale Cisl Fp.

Il rischio di una riapertura dei modulari c’è – spiega Iannone ma per poter far fronte all’emergenza, considerando l’impennata dei contagi, c’è bisogno di altro personale. Gli ultimi arrivati sono stati trasferiti in altri reparti, per garantire prestazioni ottimali rispetto ai fabbisogni, a garanzia dell’utenza. Molti infermieri, poi, stanno andando via per sottoscrizione di contratti in altre aziende. Ma, mentre l’impennata di contagi dovrebbe essere attenzionata in modo da poter far fronte a una presumibile ulteriore ondata di contagi, l’approssimazione programmatica mostra tutta la sua superficialità.

L’ultima disposizione che riguarda l’assegnazione di personale presso Medicina Necroscopica, smantellando la sanificazione e riducendola al minimo con sole poche unità a garantire il servizio, è stata disposta senza alcun confronto sindacale e – continua Iannone sembra assurdo come venga assegnato personale non qualificato a tale servizio, così importante e specialistico, quando poi c’è possibilità di farlo con figure specializzate e abilitate. Se l’esigenza era già stata segnalata a più riprese, perché si è proceduto in modo maldestro, considerando che tali operatori assegnati, dismessi dalle attività della cucina aziendale, vengono preposti ad attività di tecnici necrofori, passando prima per tecnici di sanificazione ambientale senza alcun corso di abilitazione, allora l’approssimazione è palese e intollerabile”. 

Il reggente provinciale della Cisl Fp Salerno, Pietro Antonacchio, ribadisce un concetto chiave: “Teniamo alta la guardia e non disperdiamo il lavoro alacre fatto dalla direzione strategica, in particolare dalla Direzione medica di presidio e dal servizio delle professioni sanitarie, poiché con un’eventuale riapertura delle strutture ci ritroveremo nuovamente con una situazione straordinaria ed eccezionale da affrontare e non potremmo garantire efficientemente i servizi sociosanitari 24 ore su 24, come da poco istituiti in tutte le unità operative complesse.

Inoltre, diversi operatori (circa trenta, sia infermieri che operatori socio sanitari) sono stati reclutati a tempo indeterminato in altre aziende sanitarie e hanno lasciato l’ente, quindi l’azienda ha l’obbligo di sopperire alla nuova carenza, attingendo dalle graduatorie. In ultimo, sembra impossibile ma vero, non è possibile assegnare personale non abilitato e inesperto a un servizio importante come quello di Medicina Necroscopica, andando contro i decreti sulla sicurezza sul lavoro e mortificando continuamente gli operatori assegnati in tale servizio. Vogliamo che sia ritirata tale disposizione di servizio e che la Direzione strategica prenda provvedimenti, altrimenti saremo costretti a denunciare tutto agli organi competenti”. 

 

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