Salerno, Cisl Fp: “Criticità Dipartimento materno infantile del Ruggi” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Salerno. “Spiace dover continuare a distanza di settimane e di denunce a tutti i responsabili e agli organi di competenti, a vigilare sulle condizioni lavorative per la mancata sicurezza e su percorsi non idonei per spazi e procedure e strutture architettoniche non adeguate a locali sanitari da ristrutturare nell’immediato, di focolai pregressi annunciati e poi determinatisi, come nel caso della Unità Operativa di Ortopedia che ultimamente oltre ai precedenti casi vede 11 pazienti, 3 operatori socio sanitari ed un infermiere contagiati, situazione che si sta generalizzando in tutti i reparti; si ha la netta sensazione che la direzione strategica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Salerno dorma sonni tranquilli ipotizzando di fare e aver fatto le cose per bene“. Queste le parole del segretario Cisl Fp Salerno, Pietro Antonacchio.

Siamo stati costretti – afferma Antonacchioa rilevare criticità nei percorsi e nella struttura del Dipartimento Materno Infantile, poiché in una situazione già critica nell’ordinaria amministrazione, la stessa si sta aggravando a causa del licenziamento volontario di diversi collaboratori sanitari, per mancata visione aziendale, che preferiscono o sono costretti da una scellerata ed ottusa politica di reclutamento mancato, con conseguente riduzione di organici e sovraccarico di lavoro sui restanti professionisti. Per cui i reparti si riducono allo stremo con contagio del personale, con la concreta possibilità di non erogare appieno i fabbisogni assistenziali e compromettendo la garanzia dei LEA e la sicurezza dell’utenza. Bisogna essere coscienti e avere la consapevolezza di poter sbagliare e fare un passo indietro per poterne fare, poi, dieci in avanti: lo spirito di collaborazione è una virtù che in pochi conoscono, e non si impara sui libri o per titoli presi, ma attraverso una esperienza maturata sul campo l’azienda opedaliero universitaria di Salerno non comunica ai sindacati dati e progettualità, ma nei fatti sembra voler proseguire secondo logiche di improvvisazione nel gestire l’emergenza provocata dalla seconda ondata epidemica, il tutto senza la benché minima sensibilità ed il rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori impegnati in prima linea, oltre che in spregio di quanto il contratto nazionale di lavoro stabilisce circa le relazioni sindacali e l’informazione preventiva. E’ un’azienda che non esprime il necessario rispetto per quelle lavoratrici e quei lavoratori che, fino a prova contraria, sono il vero motore dell’ente, riorganizzandosi all’ultimo minuto e senza alcun confronto, trincerandosi dietro la litania quotidiana del “tanto c’è l’emergenza” e si può fare quello che si vuole, invece di cercare partecipazione finalizzata ad instaurare forme costruttive di dialogo tra le parti su atti e decisioni di valenza generale, relativamente alle materie inerenti all’organizzazione dei servizi ed al rapporto di lavoro, anche attraverso una chiara informazione e la presa d’atto di eventuali criticità rilevate – conclude – è purtroppo un ente mal governato, anzi non governato per niente“.

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