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Ospedale Roccadaspide: Minervini nuovo direttore medico Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

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Roccadaspide. Il dottor Claudio Mondelli non è più direttore sanitario dell’ospedale di Roccadaspide. Sarà il dottor Mario Minervini a garantire le funzioni di direzione medica anche del presidio rocchese, nell’ambito della direzione unica del Dea Eboli-Battipaglia-Roccadaspide. A gennaio di quest’anno a Mondelli, già responsabile sanitario dell’ospedale di Roccadaspide, era stata affidata ad interim anche la direzione del Distretto sanitario 72 Polla-Sala Consilina. A seguito dell’individuazione del Dea di I livello Eboli-Battipaglia-Roccadaspide è stata individuata un’unica direzione medica. Minervini, attuale direttore medico del presidio di Eboli e unico direttore medico di ruolo in servizio presso i tre presidi ospedalieri afferenti al Dea, si è subito detto disponibile ad assicurare la gestione della direzione medica degli ospedali. Mondelli continuerà ora a garantire la sola gestione del Distretto 72 unitamente alla sua riassegnazione provvisoria alla direzione sanitaria del presidio ospedaliero di Vallo della Lucania.

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Sanità

Roma, 25 mar. (askanews) - Nelle persone che soffrono di emicrania e che hanno un peso in eccesso, dimagrire riduce la cefalea e migliora la qualità della vita. È questo il risultato di uno studio presentato dal prof. Claudio Pagano lo scorso 23 marzo a New Orleans (Usa) nel corso di ENDO 2019, il meeting annuale della società americana di endocrinologia.

	"Nelle persone che soffrono di emicrania e sono obese il calo di peso migliora la vita sociale e familiare e la produttività al lavoro e a scuola determinando un miglioramento complessivo della qualità della vita - afferma Claudio Pagano, autore dello studio, endocrinologo e professore associato di medicina interna  all'Università di Padova -. L'effetto benefico è presente sia negli adulti che nei bambini e adolescenti e determina un miglioramento di tutti gli aspetti della cefalea che peggiorano la qualità della vita degli emicranici. Si riducono i giorni di cefalea in un mese ma anche l'intensità e la durata degli attacchi".

	Per analizzare gli effetti del calo di peso ottenuto con interventi di chirurgia bariatrica o con un approccio nutrizionale, - spiega l'università di Padova - Pagano e i suoi collaboratori  (lo studio è stato condotto in collaborazione con il Miriam Hospital/Brown Alpert Medical School di Providence -Usa) hanno analizzato gli esperimenti pubblicati negli ultimi due decenni che consideravano l'intensità dell'attacco di cefalea, la frequenza mensile, la durata degli attacchi e il grado di disabilità provocato dagli attacchi di emicrania. Sono stati inoltre analizzati parametri come il peso iniziale e la sua variazione nel corso degli studi, il tipo di intervento sul peso (chirurgico o nutrizionale) e le popolazioni adulte e pediatriche.

	La meta-analisi ha valutato i risultati di 10 studi per un totale di 473 pazienti ed è stato rilevato un calo significativo di tutte le caratteristiche della cefalea: frequenza, intensità del dolore, durata dell'attacco e grado di disabilità provocata dall'attacco di emicrania. Il miglioramento dell'emicrania non era legato né al grado di obesità all'inizio dello studio né alla quantità di peso perduto. Inoltre il miglioramento dell'emicrania era simile nei pazienti che avevano perso peso dopo un intervento di chirurgia bariatrica o con un approccio sull'alimentazione e sullo stile di vita. I benefici erano simili sia che si trattasse di persone adulte che di bambini.

	"Il calo di peso riduce l'impatto sulla salute di diverse condizioni associate all'obesità come il diabete, l'ipertensione, alcune malattie respiratorie, l'infarto e l'ictus - conclude Pagano -. L'obesità e l'emicrania sono entrambe frequenti nei Paesi industrializzati e migliorare la disabilità e la qualità della vita in queste persone avrebbe un impatto importante sui costi sanitari e sociali diretti e indiretti".  I meccanismi che collegano obesità, calo di peso ed emicrania rimangono ancora in gran parte sconosciuti ma gli autori ritengono che l'infiammazione cronica, le citochine rilasciate dal tessuto adiposo, le comorbidità che accompagnano l'obesità e gli aspetti comportamentali e psicologici possano svolgere un ruolo importante.

Obesità, dimagrire riduce cefalea e migliora qualità vita

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