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Eboli, nuova Ises. Scotillo: “Basta con terrorismo politico” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

foto ises
Eboli. Nuova Ises e revoca finanziamento centro polifunzionale “Santi Cosma e Damiano”: sulla vicenda si esprime anche Rolando Scotillo, responsabile nazionale Fisi.
“Con la comunicaizone ufficiale del 7 maggio 2018, con la quale si è conclusa la procedura di revoca del finanziamento di 5.712.333 euro concessi al Comune di Eboli per la realizzazione del centro polifunzionale, la cosiddetta “Casa del Pellegrino, non resta altro che riproporre ricorso al Tar, ma dopo aver liberato da persone e cose l’edificio in cui alloggia provvisoriamente l’Ises concedendo la variazione d’uso per motivi di pubblica utilità con il quale realizzare il tanto agognato trasferimento presso lo stabile di via Ceffato. Il Consiglio comunale del 10 maggio, quindi, diventa di grande importanza per il futuro. Grande responsabilità si è accollato il gruppo UDC-Noi con l’Italia (consiglieri comunali Giuseppe Piegari, Emilio Masala, Luigi Guarracino, Vittorio Bonavoglia) che hanno deciso di non prendere parte al consiglio inerente l’Ises. Avevamo già assistito, il 3 maggio, dagli spalti dell’aula Consiliare del Comune di Eboli –  sia all’interno della maggioranza che governa il nostro paese, che tra le fila dell’opposizione –  ad un triste spettacolo. Una maggioranza politica che non riesce ad insediare il consiglio per la défaillance di alcuni consiglieri di maggioranza ed una opposizione (tutta) che ha preferito non essere presente.
Davanti ad una questione sociale e su di un tema che interessa decine di famiglie, il lavoro e la permanenza di un’attività sul nostro territorio ciò non può e non deve essere. Bisogna ricondurre la questione sui binari dell’utilità comune e sul fatto che una importante struttura sanitaria del nostro paese, come è quella dell’ISES, non può e non deve morire per mano dei soli rappresentanti dei cittadini. Temi del genere in un’altra città avrebbero unito i partiti al di là dei colori politici, ad Eboli – invece – nonostante le Istituzioni tutte stiano attenzionando la vicenda cercando di preservare attività, posti di lavoro e famiglie dei disabili, siamo capaci – come solo noi popolo ebolitano siamo capaci –  di fare terrorismo politico ergendoci al titolo di Ingegneri, professori universitari e magistrati tirando nella questione finanche la chiesa, contro una variazione di destinazione d’uso che in altre città avrebbero fatto già da tempo.
Ai consiglieri di maggioranza presenti ed assenti all’assise del 3 maggio, ora più che mai, bisogna rammentare e meglio articolare il ragionamento avvertendo che non votando la variazione della destinazione d’uso della struttura in cui dovrebbe insediarsi l’ISES sicuramente i rischi di un danno erariale diventerebbero sempre più reali e che tutta la popolazione ebolitana sarebbe esposta ad un possibile dissesto. Approvando la variazione, al contrario, verrebbe meno in parte o del tutto tale ipotesi grazie anche attraverso un ricorso al TAR o al Capo dello Stato ad hoc. Ai Consiglieri di maggioranza che ora si sottraggono a questo impegno, bisogna rammentare che a pagare sarebbero anche loro. Ai Consiglieri di opposizione  che hanno deciso di non presenziare all’assise bisogna rammentare che in questo momento e permanendo tale decisione si assumerebbero responsabilità che potrebbero trascinare le loro parti politiche verso il baratro poichè le motivazione della loro opposizione, davvero, non si capiscono se non nell’elencazione pedissequa di motivi generici di illegittimità. Al parroco, si in ultimo al parroco, intestarditosi su questioni economiche, giuridiche e tecniche portate avanti con rabbia ed accanimento contro le famiglie dei disabili che vogliono il ritorno dell’assistenza – erogata sempre con dignità e competenza dai lavoratori tutti della ISES –  e contro le famiglie dei dipendenti e che vanno ben oltre il mandato ecclesiastico, vorremo rammentare che amaramente capiamo e prendiamo atto delle motivazioni che in questi anni stanno spingendo le persone ad allontanarsi dalla chiesa. Se questo è quello che la chiesa ci riserva , figuriamoci l’inferno.

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