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Agropoli, rinviata visita commissario Iervolino all’ospedale Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

ospedale agropoli

E’ stata rinviata ai prossimi giorni la visita del commissario straordinario dell’ASL Salerno, Mario Iervolino, presso il presidio ospedaliero di Agropoli. Il sindaco Adamo Coppola ha sentito telefonicamente Iervolino ed insieme hanno concordato di rimandare l’incontro previsto per domani, 15 febbraio. Il tempo che intercorrerà fino al prossimo incontro, sarà utile a quest’ultimo per produrre in quella occasione una documentazione più corposa, relativamente alla parte strumentale, del personale e tutto quanto riguarda il presidio ospedaliero di Agropoli. Intanto, il primo cittadino ha già avvertito il presidente del Consiglio comunale, Massimo La Porta, di fissare un Consiglio comunale monotematico sull’ospedale non appena l’incontro con Iervolino si svolgerà (presumibilmente prossima settimana), al fine di poter chiarire alla cittadinanza, al Consiglio e alla Giunta le novità acquisite e decidere insieme il da farsi per il prosieguo.

Coppola, nell’attesa, ne ha approfittato per inviare una lettera allo stesso Iervolino. Nella missiva, facendosi portavoce delle istanze dei cittadini, ha elencato le richieste per il presidio ospedaliero di Agropoli. «Da un’attenta lettura del Piano Regionale di Programmazione della Rete Ospedaliera, aggiornato al 28 dicembre scorso – scrive il primo cittadino – alla pagina 108 si legge, cito testualmente “il sistema ospedaliero nella provincia di Salerno offre 15 punti di accesso alla rete emergenza urgenza così articolati: 1 DEA di secondo livello; 6 DEA di primo livello; 6 pronto soccorso a cui si aggiungono le strutture in deroga (presidio ospedaliero di Agropoli e presidio ospedaliero Castiglione di Ravello)”. Il presidio di Agropoli è quindi inserito tra i punti di accesso alla rete di emergenza urgenza. Da qui le mie richieste, che sono poi sintesi di quelle che sono le istanze che provengono dalla Giunta e dal Consiglio comunale, nonché dall’intera comunità di cittadini: portare da h12 ad h24 l’operatività del Laboratorio Analisi e della Radiologia; destinare al presidio di Agropoli nuovo personale, tra cui certamente la figura del cardiologo, del rianimatore e quelle ulteriori che possano effettivamente renderlo funzionale e pienamente operativo. Siamo in attesa, inoltre, dell’apertura delle sale operatorie, interessate ormai da diversi mesi a interventi di ristrutturazione».

«Il tempo delle attese è finito – sottolinea il sindaco – i cittadini, come è giusto che sia, vogliono risposte, che come Istituzioni abbiamo il dovere di dare. Dobbiamo avviare un percorso chiaro per portare, nel tempo, Agropoli a rientrare nella rete dell’emergenza-urgenza. Ripristiniamo il diritto alla salute – conclude – in un territorio in cui i cittadini non possono e non devono considerarsi di serie b».

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Sanità

Roma, 25 mar. (askanews) - Nelle persone che soffrono di emicrania e che hanno un peso in eccesso, dimagrire riduce la cefalea e migliora la qualità della vita. È questo il risultato di uno studio presentato dal prof. Claudio Pagano lo scorso 23 marzo a New Orleans (Usa) nel corso di ENDO 2019, il meeting annuale della società americana di endocrinologia.

	"Nelle persone che soffrono di emicrania e sono obese il calo di peso migliora la vita sociale e familiare e la produttività al lavoro e a scuola determinando un miglioramento complessivo della qualità della vita - afferma Claudio Pagano, autore dello studio, endocrinologo e professore associato di medicina interna  all'Università di Padova -. L'effetto benefico è presente sia negli adulti che nei bambini e adolescenti e determina un miglioramento di tutti gli aspetti della cefalea che peggiorano la qualità della vita degli emicranici. Si riducono i giorni di cefalea in un mese ma anche l'intensità e la durata degli attacchi".

	Per analizzare gli effetti del calo di peso ottenuto con interventi di chirurgia bariatrica o con un approccio nutrizionale, - spiega l'università di Padova - Pagano e i suoi collaboratori  (lo studio è stato condotto in collaborazione con il Miriam Hospital/Brown Alpert Medical School di Providence -Usa) hanno analizzato gli esperimenti pubblicati negli ultimi due decenni che consideravano l'intensità dell'attacco di cefalea, la frequenza mensile, la durata degli attacchi e il grado di disabilità provocato dagli attacchi di emicrania. Sono stati inoltre analizzati parametri come il peso iniziale e la sua variazione nel corso degli studi, il tipo di intervento sul peso (chirurgico o nutrizionale) e le popolazioni adulte e pediatriche.

	La meta-analisi ha valutato i risultati di 10 studi per un totale di 473 pazienti ed è stato rilevato un calo significativo di tutte le caratteristiche della cefalea: frequenza, intensità del dolore, durata dell'attacco e grado di disabilità provocata dall'attacco di emicrania. Il miglioramento dell'emicrania non era legato né al grado di obesità all'inizio dello studio né alla quantità di peso perduto. Inoltre il miglioramento dell'emicrania era simile nei pazienti che avevano perso peso dopo un intervento di chirurgia bariatrica o con un approccio sull'alimentazione e sullo stile di vita. I benefici erano simili sia che si trattasse di persone adulte che di bambini.

	"Il calo di peso riduce l'impatto sulla salute di diverse condizioni associate all'obesità come il diabete, l'ipertensione, alcune malattie respiratorie, l'infarto e l'ictus - conclude Pagano -. L'obesità e l'emicrania sono entrambe frequenti nei Paesi industrializzati e migliorare la disabilità e la qualità della vita in queste persone avrebbe un impatto importante sui costi sanitari e sociali diretti e indiretti".  I meccanismi che collegano obesità, calo di peso ed emicrania rimangono ancora in gran parte sconosciuti ma gli autori ritengono che l'infiammazione cronica, le citochine rilasciate dal tessuto adiposo, le comorbidità che accompagnano l'obesità e gli aspetti comportamentali e psicologici possano svolgere un ruolo importante.

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