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[VIDEO] Ottati. Testamento olografo falso: la battaglia legale dell’88enne Adalgisa Forte Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

Ottati. Testamento olografo falso: è questa la presunta accusa per un imprenditore di Roscigno rinviato a giudizio a seguito della denuncia dei familiari di Antonio Bamonte di Ottati.

A raccontare la vicenda, per la quale son in corso due procedimenti giudiziari, penale e civile, è Ettore Perrotta, nipote della madre di Antonio, Adalgisa Forte 88 anni. L’imprenditore di Roscigno, stando a quanto sostengono i familiari di Antonio Bamonte, deceduto il 10 marzo del 2018, avrebbe utilizzato questo testamento falso per appropriarsi dei beni immobili, terreni e conti correnti. L’anziana madre  88enne è destinataria semplicemente dell’usufrutto delle abitazioni situate a Salerno e Ottati. I beni in buona sostanza  sono nella disponibilità  giuridica dell’imprenditore  che ha presentato all’Agenzia dell’Entrate di Eboli a una dichiarazione di successione con la quale è diventato formalmente proprietario dei  beni.

IL RACCONTO DEI FAMILIARI E LA CESSIONE DELLA CUSTODIA DELLE MUCCHE  

“ Tutto è iniziato con la cessione della custodia di un allevamento di mucche a questa persona – racconta  Ettore Perrotta,  il nipote della signora Adalgisa  – per me era come un fratello. Antonio per problemi di salute non riusciva a gestire l’azienda agricola. Eravamo sempre insieme era una persona di famiglia. Poi all’improvviso dopo la morte di Antonio è uscito fuori questo testamento che presenta diverse anomalie come ad esempio il luogo di nascita di Antonio. Nel testamento il defunto manifesta la volontà di lasciare tutti i suoi beni all’imprenditore di Roscigno, alla madre le lascia l’usufrutto sulle case di Salerno ed Ottati” . Nel testamento Bamonte ha concluso:” Queste sono le mie volontà rispettatele”, segue la firma apposta l’8 febbraio del 2018. “ Antonio non aveva nessuna casa di sua proprietà – continua Perrotta – l’unica era dei genitori Adalgisa Forte e Raffaele Bamonte. Su questa casa Antonio aveva solo una piccola quota ora invece è scomparso tutto,  è andato a questo signore. Una casa, 22 ettari di terreno, un’azienda agricola e conti correnti non possono scomparire così. Ora a causa di questa battaglia legale abbiamo numerose difficoltà economiche oggi i debiti di Antonio li dobbiamo pagare noi”. La consulenza tecnica grafologica  e le indagini effettuate hanno portato ad accertare la quasi certa falsità del testamento. Nelle conclusioni della consulenza si legge:” Le conclusioni sono redatte dopo aver eseguito un’analisi dettagliata del documento oggetto di contestazione, dal quale sono emerse chiaramente  delle anomalie, che hanno portato a ritenere il testamento olografo redatto dal defunto Bamonte Antonio, datato 8/02/2018 pubblicato dal notaio Raimono Malinconico con verbale del 22/03/2018 non riconducile con probabilità alla mano dello stesso”. I familiari chiedono che sia fatta luce sulla vicenda. “ Vogliamo che la casa possa ritornare alla sua legittima proprietaria – conclude il nipote – verifichiamo il testamento ma per la quota di Antonio che cosa centrano i beni di Adalgisa Forte?. Chiediamo solo chiarezza e che tutto torni al suo posto”. La causa penale sarà discussa il 19 dicembre mentre quella civile a gennaio 2020.

 

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