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Cicerale in festa per i 105 anni di nonno Francesco Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

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E’ il termine di un’ennesimo giorno infuocato di luglio. L’astro diurno in lontananza,  è prossimo a tuffarsi nel mare per cedere la mano alle tenebre che dai monti ghermiti da un’insolita foschia si propagano verso la costa dalle arse vallate interne del Cilento. Nella piazzetta del paese un piccolo stuolo di giocatori popola la piazzetta antistante il bar del bravo e solerte Pasqualino si gode la prima frescura della giornata .  L’ultimo tressette è condizionato dai commenti concitati di chi con le carte in mano anela alla fortuna e la vincita al gioco. Ed ecco che scorgiamo seduto presso un tavolino un “anziano giovanotto” che con aria assorta e riflessiva si guarda intorno e osserva il via vai serale.  Fra le mani, tremolanti e testimoni fedeli della fatica sostenuta con grande sacrificio e passione il dolce compagno, messer bastone che gli tiene compagnia nelle sue giornate. Rammenta di quando poteva camminare, correre, lavorare. Ora non più, ma non si lamenta affatto della fredda sedia su cui ora è costretto a sedere.  Nonno Francesco è un inno alla vita, alla perseveranza, all’abbarbicarsi primordiale alla propria esistenza, come l’ulivo, che si aggrappa con forza alla terra con le sue radici profonde tenendo strette le zolle per dare buoni frutti. E di buoni frutti ne ha fatti tanti, nonno Francesco, riuscendo non senza sacrifici ad aggrapparsi alla vita raggiungendo il prestigioso traguardo dei centocinque anni. Nato infatti il 13 luglio del 1912, Francesco De Santis ha vissuto quasi sempre nella sua terra di origine. Ci presentiamo e lo salutiamo con voce alta per farci sentire e dopo aver realizzato la mia persona il suo sguardo si illumina e mi stringe la mano:  ”Grazie per essere venuto e quanto in passato hai fatto per me” esordisce. Abbiamo voluto rivolgerli qualche domanda per capire il segreto della sua lunga vita. L’udito non è ottimale, ma nonno Francesco non dispensa di risponderci se non dopo qualche momento di riflessione. ”Ho sempre  lavorato in campagna, zappando, seminando, irrigando e raccogliendo i frutti del mio lavoro orientato a sostenere e dare lustro e decoro alla mia famiglia. Quanti sacrifici! Ma sono contento e soddisfatto della mia vita vissuta, ho cresciuto tre figli ,insieme alla mia amata consorte, (scomparsa purtroppo da qualche tempo e di cui avverte la mancanza ndr)”. Ricorda poi la chiamata alle armi per la guerra d’Africa, tanti compagni che non sono ritornati in patria, morti fra le dune del deserto africano. Poi l’agognato ritorno in Patria e quindici anni trascorsi a Torino. Poi  e il definitivo ritorno a Cicerale. Sappiamo che il segreto dell’elisir della lunga vita nel Cilento, come affermava lo scienziato Ancel Keis che proprio nel Cilento aveva studiato il segreto della longevità delle popolazioni locali  è da imputare alla sana e corretta alimentazione a base di prodotti tipici della dieta mediterranea. Anche qui nonno Francesco si confida: ”Ho sempre mangiato di tutto, senza stravizi ed eccessi. Carne, pesce, verdura, ortaggi, non disdegnando l’amato e caro bicchier di vino che deve essere sempre presente a tavola. Un piatto di cui sono ghiotto? La cicoria con il peperoncino forte”.  E giù applausi degli astanti. La memoria non è più quella di una volta e qualche episodio di vita va a disperdersi nel magico e bizzarro caleidoscopio dei suoi ricordi dei bei tempi andati. Intanto arriva il primo cittadino di Cicerale, Francesco Carpinelli che a nome dell’amministrazione ha inteso omaggiare il nonnino con una targa ricordo, “con l’augurio di festeggiare l’anno prossimo le 106 candeline”. “E’ senza dubbio un traguardo di vita molto prestigioso” afferma il sindaco di Cicerale proseguendo: “ Siamo orgogliosi e contenti di questo anniversario che incorona il nostro territorio quale modello di longevità dove le aspettative di vita sono sensibilmente più alte rispetto ad altre aree geografiche del nostro paese. Di questo non possiamo che esserne tutti fieri e contenti, festeggiando oggi il nostro concittadino, che ha raggiunto un grande traguardo di vita”. Giungono i dolci e la succulenta torta, per festeggiare il lieto evento. Una bella bottiglia di spumante viene stappata dal solerte nipote Pasquale, gestore del bar ubicato nella piazza del paese. Bicchieri al cielo e brindisi augurale sugellano la fine dei festeggiamenti. E’ tardi, ed è ora di far ritorno a casa. Per nonno Francesco l’ora è già proibitiva e aiutato dai familiari saluta tutti i presenti ringraziandoli per aver festeggiato il suo 105esimo anniversario. Non andrà via però senza aver prima recitato qualche poesia e qualche canzoncina che tanto ha fatto divertire i presenti accorsi nella pittoresca piazzetta per il lieto evento. L’ultimo ricordo è riservato ai giovani: “Siate forti, tenaci, e percorrete sempre la via del bene, seppur più in salita e difficile. Dedicate la vostra esistenza al totale rispetto del prossimo vivendo in pace con gli altri e soprattutto con voi stessi.  Solo così possiamo vivere a lungo e serenamente fino a quando Dio vorrà”. Perché pensandoci  l’uomo non è niente senza il sorriso di Dio che si compiace ed abbraccia in questa vita e nell’altra le anime buone. Ci congediamo con una calorosa stretta di mano con la promessa di rivederci presto in attesa di festeggiare il prossimo compleanno. Si è fatto tardi: il sole è ormai tramontato portando con se gli ultimi raggi infuocati di un’estate caldissima. E si rimane pensierosi sul grande mistero della vita, variegata e imprevedibile in tutti i suoi aspetti. Madre dispensatrice di gioie e di dolori, di ansie e soddisfazioni. Pensiamo a nonno Francesco, sublime artista di vita, pittore eccelso del suo capolavoro esistenziale, dove gli elementari sentimenti umani e spirituali hanno forgiato la sua eterna giovinezza, immutata nel tempo, duratura e sfavillante che ci auguriamo di poter contemplare ancora nel tempo ancora per tanti anni. Ad Maiora.

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