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Capaccio, Nicodemo:”Sistema politico perverso, città deve rigenerarsi” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

nicodemo

Capaccio Paestum. “La città si deve liberare dal sistema perverso che ne regola la politica, passando da “riserva elettorale” ad autentica comunità”. Questa la riflessione del candidato sindaco della lista civica “Rinascenza” Oscar Nicodemo.

Ecco la nota:

Il quadro dell’economia del comune di Capaccio Paestum, con tanto di firma autenticata delle amministrazioni che, negli anni, si sono succedute, è davvero inquietante. Tuttavia, per risanarlo, non occorrono strategie cervellotiche, ma una sana e ferma volontà. Finanche uno studente di terza ragioneria indicherebbe nel recupero dei tributi evasi, nella decisione di non istituire un condono relativo alla loro riscossione e, infine, nel blocco procedurale che ne interrompa i tempi di prescrizione (per ottemperare a ciò la prossima amministrazione, appena eletta, non dovrebbe fare altro che inviare agli evasori una semplice richiesta di pagamento nella forma legale consentita) la possibilità di una ripresa finanziaria, indispensabile per amministrare convenientemente il territorio. Qualsiasi analisi seria e responsabile delle condizioni sociali, economiche e politiche rende conto di un comune che rischia il disagio più totale, tenendo conto anche delle previsioni su scala nazionale che vogliono un centro-nord ancora in crescita rispetto a un centro-sud che si impoverirà sempre di più. I dati da me raccolti in queste ultime settimane, talvolta accedendo a informazioni dalle statistiche inconfutabili, talvolta deducendo da un questionario che ho sottoposto alle persone avvicinate (imprenditori, commercianti, operatori di settore, impiegati, operai, prestatori d’opera, disoccupati, giovani in genere), non sono certamente incoraggianti. Nell’ordine, posso dirvi con certezza che nel nostro comune abbiamo una riduzione delle nascite; consumi in calo in percentuali consistenti; crolli disastrosi degli investimenti; aumento vistoso, intorno a percentuali inimmaginabili, delle famiglie povere; continue perdite di posti di lavoro, con una disoccupazione giovanile che raggiunge cifre da allarme sociale, mentre lavora una donna su cinque.  Mi chiedo se un comune, in simili condizioni, possa ancora permettersi una politica fittizia, negligente, arrogante, dove gli interpreti, ambiziosi, o scioccamente vanesi, possano dare manifestazioni di sé altamente indecorose, pietosamente manchevoli, umanamente improponibili. Lo si capisce, o no, che lo stato deleterio in cui ci ritroviamo, come comunità e come singoli individui, non ammette speculazioni retoriche di sorta? Se vogliamo che anche a Capaccio Paestum, come nel resto del mondo, prenda a scorrere un tempo normale e ragionevole, e non più uno fuori da ogni schema realistico, bisogna invocare e costruire un’alternativa autentica a un sistema socio-politico che perdura da tempo, che si è dimostrato non solo improduttivo, ma inesorabilmente dannoso per l’intera collettività, privilegiando, invece, interessi di parte che fanno crescere unicamente il patrimonio di poche persone. Dall’economia al welfare, tutto, o quasi, nel nostro territorio, sembra mettere in discussione il concetto di efficienza e modernità, e, forse, anche quello di civiltà. Penso che bisogna debellare, una volta per sempre, l’atteggiamento di chi dalla politica non si aspetta altro che abusi a proprio vantaggio, fino a dare per scontata e normale l’attività illecita e clandestina che questa, spesso, persegue. I livelli di straordinaria oscenità che il potere dominante è andato assumendo in diverse circostanze sviliscono in modo sistematico e disarmante ogni principio di cultura politica. Eppure, mantenere vive le speranze di vedere Capaccio Paestum diversa da com’ è, resta un compito arduo, ma non impossibile. Certo, qualche scoramento non manca e fa sentire la sua pesantezza, ma l’ottimismo non è del tutto assente e le risorse intellettive a sostegno nemmeno. Solo che per poter iniziare un processo di innovazione occorrerebbe “bonificare” i luoghi malsani controllati da navigate coscienze corrotte e immorali, che agiscono in virtù di spazi politici strategicamente ricoperti ed esercitati. Capaccio Paestum deve trovare al suo interno l’energia e i mezzi per poter riemergere, senza sottostare ai giochi di ruolo imposti dai controllori della politica locale. Ci si affidi al gusto e all’istinto, alla conoscenza e alla sensibilità, che portano a selezionare progettualità di comune utilità e politici responsabili. Si faccia tesoro dell’esperienza e si guardi al futuro con lungimiranza per non ripetere gli errori del passato ed operare scelte che abbiano la possibilità di rivelarsi giuste. Solo senza cedere alla volontà di un apparato politico improprio, o esterno, evitando, dunque, di accodarsi servilmente a un potere distante e fine a se stesso, si può tentare di cambiare le sorti di una vasta e significativa area del Sud come la nostra, sfruttata e abusata a dismisura da politici di rango e di quartiere, da intermediari burocrati e cerimonieri in carriera, da vanagloriose servette settecentesche ed egregie nullità. Per ridare decoro al territorio e a chi lo abita, non c’è altro modo che far politica e ribellarsi con efficacia allo status quo, nel rispetto delle regole e della democrazia. Diversamente, quella che fu l’antica Grecia tirrenica continuerà ad essere considerata, al di là delle sue bellezze storiche e naturali, come una riserva elettorale che torna utile ai furbi di ogni tempo. E il giochino di sempre rischia di diventare eterno: promesse di un miglioramento in cambio di valanghe di voti”.

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