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Capaccio. Amministrative Nicodemo ai candidati sindaco:”Primo posto ambiente” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

oscar nicodemo

“Propongo agli altri candidati a sindaco di mettere al primo punto dei loro programmi la salvaguardia dell’ambiente, per stabilire un vincolo di responsabilità irrinunciabile con l’elettorato”, questa la proposta di Oscar Nicodemo, candidato sindaco alle prossime amministrative di Capaccio Paestum.

Ecco la nota stampa

“Credo che il paesaggio ambientale, a Capaccio Paestum, in relazione al patrimonio culturale, necessiti di nuove considerazioni circa il ruolo che deve giocare sin dal futuro più immediato. Esso rappresenta una priorità fondamentale per la stessa economia locale, oltre che per una conveniente e ideale vivibilità del territorio. Da tempo, ormai, il nostro comune è interessato da un fenomeno di inquinamento che, in diverse zone, rende l’aria irrespirabile, rovinando sulle aspettative relative all’economia turistica. L’uso scriteriato e abusivo dei pesticidi e la non corretta funzionalità del sistema che regola i reflui zootecnici determinano, pesantemente, ad alienare le potenzialità di sviluppo del territorio. Ricordo, qui, che l’assimilazione delle acque provenienti da allevamenti animali è possibile solo nel rispetto dei parametri stabiliti dal Dlgs 152/1999; fuori da tali casi, si tratta di scarichi di acque reflue industriali. Mentre, per quanto riguarda l’utilizzazione agronomica dei reflui zootecnici e materiali assimilati vi sono disposizioni tecnico-operative da rispettare.

Una volta stabilita, dunque, la definizione di patrimonio ambientale e valorizzate le sue proprietà relative all’economia, sulle quali, a quanto pare, nessuno ha dubbi, si stimino adeguatamente i costi di conservazione. Trovo del tutto opportuno ricordare ancora che la definizione di «patrimonio ambientale» si è gradualmente ampliata, rendendo più complessa la sua conservazione e aggiungendo importanza alla sua attuazione nella società contemporanea, dominata dalla retorica del mercato e del profitto. L’ambiente, nella sua peculiarità di patrimonio da conservare, non può assurgere a deposito passivo della memoria storica e dell’identità culturale di un luogo, tanto meno rappresentare lo spazio dove scellerate creatività progettano la costruzione del futuro.

Chiunque ambisca ad amministrare Capaccio Paestum metta la difesa del territorio in cima agli interessi della propria squadra di governo e partecipi alla cosciente elaborazione di una strategia sociale destinata a formare e rafforzare l’identità culturale e il senso di appartenenza: questa è una condizione necessaria di ogni società strutturata e, come riconoscono gli economisti, è anche un fattore non trascurabile di produttività.

Un esempio di architettura rurale, o una pianta secolare, private di un contesto ambientale confacente non esprimono interamente la loro bellezza, ecco perché bisogna intendersi sui principi di tutela e osservarne scrupolosamente le regole, preservandoli da ogni allettante speculazione. Bisogna che ogni abitante di questo comune elabori un potente concetto di cittadinanza, secondo cui ogni angolo peculiare di paesaggio rappresenta un principio di identità civica e di identificazione emotiva, che deve corrispondere alla sensazione di far parte di una comunità ben governata.

La protezione della natura come obbligo morale nei confronti delle generazioni future deve costituire, in questo frangente, dove il territorio comunale rischia di essere trasformato in una propaggine sociale e culturale di centri che le sono completamente estranei, un presupposto fondante della nostra collettività. E, ribadisco un concetto espresso anni addietro: Capaccio Paestum non può e non deve Battipagliesizzarsi! L’identità pestano-capaccese passa necessariamente attraverso la difesa dell’ambiente.

John Ruskin, uno scrittore, pittore e critico britannico dell’800 andava sostenendo che “il paesaggio riflette e determina l’ordine morale, e per questo è un luogo chiave per la responsabilità sociale.” Le istanze politiche, dunque, sono obbligate a misurarsi con i valori della natura, della bellezza e della memoria e non possono rinunciarvi senza tradire sé stesse. Pertanto, il paesaggio naturale di Capaccio Paestum occupi il primo rigo del programma di chiunque ambisca a governarla con amore”.

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