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Amministrative, Di Filippo: “Capaccio Paestum modello di cultura nel mondo” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

lucio di filippo

Capaccio Paestum. In vista delle prossime amministrative cercheremo di far conoscere agli elettori i vari candidati a sindaco. A tutti faremo le stesse domande. 

Ecco la prima intervista rilasciata alla nostra redazione da Lucio Di Filippo, 42 anni, imprenditore ed organizzatore di eventi. “Penso a Capaccio Paestum come polo culturale”, afferma subito il candidato.

Cosa ne pensa della scelta dei consiglieri che, con le loro dimissioni, hanno di fatto causato la fine dell’amministrazione Palumbo?

“E’ stata una pagina negativa, non solo della politica in se per se, ma per l’intero territorio. Capaccio Paestum non merita e non deve accettare questa mortificazione. Capisco che la politica deve fare il suo corso, ma in gioco ci sono gli interessi per la crescita della nostra Polis. Si deve andare al di là degli interessi personali. La città deve ritrovare la centralità che merita”.

 Palumbo secondo lei come ha governato?

“I presupposti in campagna elettorale non erano malvagi. Palumbo non ha avuto il tempo di poter agire. In effetti sin da subito abbiamo notato delle crepe nella maggioranza anche nella scelta degli assessori in giunta. Un’amministrazione comunale, che lottava contro un dissesto finanziario e contro se stessa. Da queste gravi carenze, probabilmente Palumbo non è riuscito a riprendere in mano la situazione, l’azione amministrativa. E’ sprofondato per mancanza di comunicazione con la sua compagine, con la propria squadra di governo”.

 A Capaccio Paestum in più di un’occasione è capitato che un sindaco non abbia completato il suo mandato amministrativo. Secondo lei perchè?

“Diciamo che è capitato più volte che il Comune sia stato commissariato. C’è un problema di fondo secondo me. Bisogna capire se gli interessi personali hanno prevalso sull’interesse comune”.

Capaccio Paestum è un comune complesso e difficile da governare. Incapacità o troppi interessi?

“Assolutamente. Il comprensorio è molto complesso. Tanti problemi in tante contrade. E’ un comune sicuramente difficile da governare. Avere un’amministrazione capace, seria e forte che parli con il cuore alla gente senza guardare gli interessi personali è la strada maestra per fare bene”.

 In campo troppi generali e pochi soldati. Cosa ne pensa di questa miriade di candidati sindaci?

“Se continuiamo a candidare persone che non hanno operato bene, e che non si sono sapute confrontare con la gente ed il territorio, finiamo sempre allo scontro. Sicuramente il sindaco non può risolvere le problematiche da solo.  Le guerre si vincono in squadra. Si vince con le azioni, le tattiche di battaglia messe in campo tra generali e soldati. Il sindaco non può essere il “dominus” della situazione”.

Il suo progetto per Capaccio Paestum?

“Abbiamo un intento comune nel gruppo di giovani di cui faccio parte “Capaccio Paestum nel cuore”, ed è quello di portare la città ad essere, entro il 2024, modello di cultura nel mondo. Fascia costiera, il capoluogo con la sua storia. Abbiamo un’economia fiorente come l’agricoltura e la zootecnia. Possiamo fare molto nel comparto turistico mettendo in atto le risorse primarie, ottimizzandole. Il Comune deve farsi promotore e gestore di qualsiasi evento, in modo da ricavarne un guadagno utile da riutilizzare. Nel programma stiamo discutendo per progetti seri e validi. Invito infatti i nostri giovani a mettersi in contatto con noi, condividendo un unico obiettivo. Giovani professionisti che guardano la nostra città, non gli interessi personali, per intraprendere con il cuore e passione un progetto politico ed amministrativo che faccia la differenza. La prima cosa da fare è non mortificare le fasce deboli, e stare vicino ai giovani. Aiutare gli under 25 ad investire sul territorio, frenando lo spopolamento della città. Creare una maggiore collaborazione con le associazioni del posto, da permettere al territorio ed al popolo un impulso diverso, attraverso nuove iniziative e manifestazioni. Apertura di musei settoriali. Riportare il Grand Tour. Collaborazione con il direttore del parco archeologico. Riattivazione del museo Hera Argiva a Gromola. Creare un centro di cultura di grande spessore, per un impatto economico, turistico che innesca un flusso visivo maggiore e sensibile per la città di Capaccio Paestum.

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