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Violenza di genere, in Campania aumentate vittime durante lockdown Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada Profilo Google Plus Voce di Strada

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Il periodo del lockdown ha inciso sulla crescita del fenomeno della violenza domestica. Gli studi condotti sui periodi di pandemia ed isolamento forzato hanno evidenziato la crescita esponenziale di questo fenomeno. La pandemia di Ebola ha dimostrato che molteplici forme di violenza si siano esacerbate in contesti di crisi, tra cui il traffico degli esseri umani, il matrimonio precoce, lo sfruttamento sessuale e l’abuso1 . L’isolamento sociale, la crescita della crisi economica e finanziaria e delle tensioni intra-familiari, nonché la maggiore difficoltà legata all’accesso ai servizi di prevenzione e protezione, aumenta la probabilità di eventi violenti all’interno delle mura domestiche che, già di per sé, si presenta con numeri allarmanti.

Aumento delle chiamate al 1522

A partire dal 22 marzo la crescita delle chiamate al 1522 ha avuto un andamento esponenziale, fatta eccezione per la strutturale diminuzione delle chiamate nel fine settimana, per poi decrescere in coincidenza con la fase 2 e la progressiva e graduale riapertura dal 4 maggio in poi. Le chiamate subiscono in ogni caso un decremento in coincidenza di momenti di maggiore “convivialità” della famiglia. La convivenza forzata ha quindi dei momenti dove c’è meno facilità a chiamare e si può ritenere che si possa anche trattare di persone soggette a maggior controllo.

Perché si chiama il 1522

In 4 casi su 10 le chiamate avvengono per chiedere aiuto in caso di violenza e/o stalking e per segnalare casi di violenza, 5.115 chiamate pari a 42,9 per cento del totale delle chiamate dal 1°Marzo al 31 Maggio 2020, per chiedere informazioni sul servizio che viene fornito, 2.864 pari al 24 per cento, e per avere informazioni sui centri anti-violenza, 1.431 pari al 12 per cento. E’ interessante notare che si rivolge a questo servizio un numero consistente di utenti per chiedere qualche forma di supporto di tipo sociale o psicologico (2.299 che pesa per il 19,3 per cento del totale delle chiamate). Questa ultima motivazione nel tempo cresce proporzionalmente più di tutti (da 395 casi nel 2017 fino a 2.299 nel 2020 con un incremento del + 10,6 per cento rispetto al 2019), e costituisce certamente un indicatore di quanto questo servizio abbia rappresentato nel periodo del lockdown un punto di riferimento utile per fornire informazioni e consulenza ad utenti bisognosi di un qualsiasi supporto socio-psicologico. E’ possibile che tale crescita sia da attribuire alle campagne pubblicitarie che sono apparse in televisione e sui social, anche se tale effetto riguarda la crescita complessiva del numero delle chiamate.

La tipologia degli utenti

Il numero delle persone che si è rivolto al servizio è raddoppiato nel corso del trimestre marzo-maggio 2020: sono soprattutto coloro che chiedono supporto per sé stessi a rappresentare la maggior parte delle chiamate, ma cresce proporzionalmente anche il numero di coloro che si rivolgono a numero verde per aiutare qualcun altro o per chiedere informazioni, in particolare si tratta di operatori e servizi pubblici e della rete parentale o amicale delle vittime. Le persone che chiamano per chiedere aiuto in quanto subiscono violenza e/o stalking o per segnalare un caso di violenza sono quelle che, in senso stretto, si definiscono vittime. Gli utenti che si rivolgono al 1522 dichiarano per l’1,7 per cento di essere portatori di handicap, per lo 0,4 per cento di essere omosessuali e per lo 0,3 per cento di essere transessuali.

Quando si chiama

8 telefonate su 10 avvengono dalle 9 alle 20 e tale rapporto si conserva abbastanza costante nel periodo considerato. Diversa invece è la scelta dell’orario da parte di molestatori e degli scherzi: in questo caso 3 persone su 10 scelgono gli orari notturni. Tuttavia, se si prende in considerazione solo il periodo del lockdown, 1° marzo – 15 aprile 2020,le telefonate ricevute di notte o di mattina presto sono risultate in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le chiamate tra le 21 e le 5 della mattina sono aumentate del 7,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019.

Il 1522 a livello territoriale

L’incidenza delle chiamate al 1522 sulla popolazione residente evidenzia una crescita delle telefonate valide in generale su tutto il territorio nazionale dove i tassi su 100.000 abitanti raddoppiano dal 2019 al 2020 nel trimestre di riferimento. Nel Lazio il tasso che già presenta una maggiore incidenza cresce di più passando dal 12 al 25,7 su 100.000 abitanti. Uno stesso andamento si può osservare anche nelle chiamate che provengono dalle vittime in Campania. In questo ultimo caso ci sono Regioni, soprattutto collocate al Sud, che vedono addirittura triplicare i tassi di incidenza.

Sono soprattutto le violenze sessuali a decrescere del 63,2% nel marzo 2020 e del 60,5% in aprile, seguite dallo stalking, già in diminuzione a gennaio e febbraio rispetto all’anno precedente, che è quasi dimezzato (-46,9% a marzo e -46,8% ad aprile). Il decremento delle denunce degli atti persecutori e delle violenze sessuali è probabilmente legata alla reale diminuzione del fenomeno dovuto al “confinamento”, dal momento che lo stalking, ma anche le violenze sessuali denunciate, sono imputabili spesso ad autori non conviventi con la vittima. I maltrattamenti in famiglia, invece, hanno avuto un andamento altalenante con un picco negativo nel mese di marzo, ma decisamente più contenuto rispetto a quello delle violenze sessuali. Inoltre, ad aprile, sebbene la variazione sia sempre negativa se comparata con lo stesso mese del 2019, le denunce per maltrattamenti sono aumentate di 143 casi rispetto a marzo, raggiungendo i 1366 casi.

 

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